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  • Camera senato 2
    Fondazione Inarcassa segue con molta attenzione i lavori parlamentari al disegno di legge di Bilancio 2020, atteso in Aula al Senato il prossimo 3 dicembre, dopo l’esame in commissione Bilancio in sede referente, in prima lettura. Il testo, che dovrà essere approvato in via definitiva entro il prossimo 31 dicembre, presenta alcune indicazioni sulle quali Fondazione rinnova, come ogni anno, l’obiettivo a far pervenire all’attenzione del legislatore le proprie osservazioni, nell’interesse esclusivo della categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Il disegno di legge di Bilancio 2020 presenta, infatti, delle opportunità che auspichiamo il legislatore possa cogliere al fine di rendere più concreti taluni strumenti di agevolazione fiscale che consentono di mettere in sicurezza il nostro patrimonio immobiliare. Il sisma bonus è lo strumento al quale Fondazione guarda con più attenzione. Siamo certi che il sisma bonus, se migliorato ed esteso, possa diventare un efficace strumento di prevenzione del rischio sismico riducendo gli oneri a carico del contribuente. L’attenzione è puntata sugli articoli 19 e 25 del disegno di legge Bilancio 2020. Sull’articolo 19, rubricato “Proroga della detrazione per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia”, che fa slittare al 31 dicembre 2020 la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali per gli interventi di miglioramento energetico e recupero del patrimonio edilizio, la Fondazione osserva che è opportuno estendere la norma e prevedere che anche per coloro che intendano far eseguire interventi di classificazione e verifica sismica è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali. La proposta di Fondazione consente, dunque, di accedere alle detrazioni fiscali, pari all’80 per cento, entro un limite di 100 milioni di euro, derivanti dal cosiddetto “sisma bonus”, anche nel caso di interventi preliminari, quali la classificazione e verifica sismica sugli immobili, a prescindere che si dia seguito all’esecuzione dei lavori. Infatti, le attività relative alla classificazione e verifica sismica degli immobili consentono di accertare le condizioni strutturali degli stessi e mappare lo stato del patrimonio immobiliare. Un risultato di grande portata in termini di sicurezza immobiliare che però rischia di essere frenato dai costi interamente a carico del contribuente, secondo la normativa vigente. La proposta di Fondazione, invece, consente ai cittadini di mettere in sicurezza la propria abitazione partendo già dalle attività preliminari, classificazione e verifica sismica, e, allo stesso tempo, accedere ai benefici fiscali del sisma bonus. L’art. 25 del disegno di legge Bilancio 2020, il c.d. “bonus facciate”, intervenendo sull’art. 16 del dl n. 63 del 2013, consente di accedere alla detrazione fiscale, prevista ad oggi per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, fino al 90% per le spese sostenute nel 2020 relative ad interventi edilizi, anche di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici. Anche in questo caso, la proposta di Fondazione è chiara. E’ opportuno, infatti, procedere in analogia con quanto già ad oggi previsto efficienza energetica e antisismici, e, quindi, riconoscere ai soggetti aventi diritto alle detrazioni oggetto della disposizione la facoltà di optare per uno sconto in fattura da parte del fornitore che effettua l’intervento, prevedendo che quest’ultimo venga poi rimborsato co<n un credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
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    L’azione di contrasto ai bandi irregolari promossa dalla Fondazione Inarcassa continua ad offrire un sostegno concreto al lavoro degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state notificate 84 diffide alle stazioni appaltanti le quali, in 30 casi, hanno dato ampia disponibilità ad accogliere le ragioni mosse dalla Fondazione. In 13 casi, infatti, le amministrazioni hanno provveduto ad annullare le procedure di gara, mentre in 17 casi sono stati rettificati i bandi nelle parti ritenute illegittime. Nella maggior parte dei casi, le illegittimità riscontrate si riferiscono al compenso spettante al professionista. Sono molti i casi in cui le stazioni appaltanti nella determinazione dell'importo a base d'asta nelle gare di aggiudicazione dei servizi di architettura e ingegneria sottostimano il compenso spettante al professionista a causa di una errata applicazione del decreto parametri. In altri casi, le azioni di contrasto si concentrano sulle cause – illegittime – di esclusione dalle procedure di gara per i requisiti richiesti dalle stazioni appaltanti ai fini della partecipazione. Interessante è il dato sulla distribuzione geografica delle azioni di contrasto. Su 84 azioni avviate nel 2019, 12 si collocano in regione Campania, 11 in Lombardia, 8 in Puglia. Nelle restanti regioni, le azioni di contrasto si attestano su numeri inferiori.  E’ altrettanto interessante, nonché virtuoso, il caso della regione Sicilia che nel corso del 2019 ha raccolto solo 6 segnalazioni a fronte, invece, delle 32 accumulate nel biennio 2017-2019, da quando, cioè, è stata consolidata la partnership con lo studio legale dell’avv. Rotigliano; seguono Lombardia e Puglia rispettivamente con 28 e 21 azioni di contrasto. Invitiamo, dunque, gli architetti e ingegneri a segnalarci nuovi bandi “irregolari” al seguente indirizzo e-mail: segnalazionebandi@fondazioneinarcassa.it. Clicca qui per maggiori informazioni.
  • workshop emilia romagna
    All’interno della XI edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse il Premio ALA - Assoarchitetti Fondazione Inarcassa è stato assegnato al progetto Workshop Ricostruzione grazie al quale 5 edifici in Emilia Romagna sono stati ricostruiti dallo studio MCArchitects di Mario Cucinella. Tra il 20 e il 29 maggio 2012, due eventi sismici hanno colpito i territori dell’Emilia-Romagna e della provincia di Mantova, in Lombardia. Il disastro del Nord Italia sarà ricordato come il primo terremoto“industriale” della storia italiana, dal momento che la produzione delle aziende con sede nella zona, fino ad allora valeva il 2% del PIL dell’intero paese. Aziende e privati si uniscono quindi per reagire e per ridar vita al territorio. “Costruire per ricostruire” è il tema del laboratorio Workshop Ricostruzione Emilia Romagna che ha progettato e realizzato cinque opere nelle provincie colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna con le risorse del fondo interconfederale sisma.  Sei giovani architetti e ingegneri sotto i 30 anni, selezionati su oltre 160 candidature, hanno lavorato insieme all’Architetto Mario Cucinella per realizzare delle opere d’interesse pubblico.  Una grande opportunità per dei giovani professionisti ed una grande possibilità di rinascita per il territorio grazie a nuovi spazi progettati e realizzati. Un grande e vincente esempio di ricostruzione. Una ricostruzione che talora appare difficile ma che rimane comunque il focus dei professionisti di oggi. La Seconda Giornata della Prevenzione Sismica promossa da Fondazione Inarcassa in programma il prossimo 20 ottobre (fare Link di collegamento) pone l’accento proprio su questi temi, e quindi il dovere ed il diritto per i cittadini dei territori colpiti dal sisma di ricostruire e di prevenire, con uno sguardo alla qualità del costruire. La coincidenza di intenti e situazioni che ha portato questo Workshop Ricostruzione a divenire un esempio di ripartenza, e la determinazione nel prevenire e coinvolgere tutte le piazze italiane da parte dei promotori della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, si intrecciano in una volontà continua di valorizzazione dei territori, delle comunità e del Paese intero.       
  • NUOVA SEDE ALPERIA
    Ancora una volta Fondazione Inarcassa protagonista con un importante concorso di progettazione, assegnato al RTP formato da “Cecchetto e associati srl: Arch. Alberto Cecchetto; Von Pföstl & Helfer Srl: Ing. Wolfgang Helfer; Steam SRL: Ing. Simone Cappelletti, Ing. Mauro Strada, Ing. Elisa Magro,  Ing. Riccardo Curci; CZ Studio associati: Arch. Paolo Ceccon; Arch. Laura Zampieri” Il 9 ottobre alle ore 11 presso il Comune di Merano il progetto vincitore per la nuova sede aziendale di Alperia SPA verrà presentato alla stampa ed alla popolazione alla presenza del sindaco di Merano, del management Alperia, dei progettisti e dall’arch. Andrea Tomasi in rappresentanza della Fondazione Inarcassa, già Presidente della Fondazione stessa. Il nuovo edificio, che ospiterà quasi 300 collaboratori con un investimento di oltre 30 milioni, sorgerà a Maia Bassa, in via Scuderie, di fronte alla stazione ferroviaria di Maia Bassa. Oltre ad uffici, l’edificio includerà aree tecniche e magazzini.  La collaborazione con Fondazione Inarcassa è iniziata già dalla stesura del bando di concorso, volto a garantire la più aperta partecipazione anche a giovani professionisti, ed è continuato con il supporto nella fase di gara attraverso un professionista indicato da Fondazione di quale componente della commissione giudicatrice, arch. Pier Giorgio Giannelli. Il protocollo d’intesa per la stesura del bando di gara, a procedura aperta e in due fasi, è stato siglato a maggio 2018 da Johann Wohlfarter, Direttore Generale di Alperia SPA, e dall’architetto Antonio Guglielmini del direttivo nazionale della Fondazione Inarcassa.  “Vista l’entità e l’importanza del bando di progettazione, abbiamo voluto coinvolgere Fondazione Inarcassa, Fondazione creata dalla Cassa Nazionale degli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, che ci accompagnerà e ci offrirà supporto con il proprio know-how lungo tutta la fase di gara”, spiega Johann Wohlfarter.  “Siamo lieti di essere stati coinvolti da Alperia già dal principio in questo progetto di rilevante importanza non solo per Merano. Si tratta di un grande concorso di progettazione internazionale, tra i primi dieci a livello nazionale, che ha il pregio di riconoscere alla committenza un ruolo fondamentale nel fare architettura, un’architettura contemporanea per parlare all’avvenire, un testimone del nostro tempo e della nostra cultura”, le parole dell’arch. Antonio Guglielmini, Consigliere Fondazione Inarcassa. Sostenere e diffondere la cultura degli interventi di qualità sul territorio, passando necessariamente dal coinvolgimento e dalla sensibilizzazione di tutta la filiera produttiva, tra cui progettisti e committenti, pubblici e privati, è la mission di Fondazione Inarcassa che, grazie ad azioni come il concorso di progettazione per la nuova sede di Merano di Aperia SPA, promuove un’architettura contemporanea che parla all’avvenire e diviene testimone della nostra cultura e dei nostri tempi.     
  • sentenza corte europea
    Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti PPC di Roma commentano la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 luglio scorso, che prende in esame la disciplina degli onorari minimi e massimi per i servizi di progettazione di architetti e ingegneri. Per approfondire: Comunicato Stampa Fondazione Inarcassa Articolo ItaliaOggi
  • sentenza corte europea
    Sulla sentenza del 4 luglio scorso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti di Roma hanno avviato un confronto per discutere delle implicazioni che il caso tedesco, su cui hanno ragionato i giudici europei, potrà avere anche sul modello ordinistico italiano e, in particolare, sui compensi determinati per i servizi di progettazione di architetti e ingegneri. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella causa C-377/17, promossa dalla Commissione Europea nei confronti della Repubblica Federale tedesca, pur sostenendo l’incompatibilità tra la disciplina che regola gli onorari degli architetti e ingegneri rispetto agli obblighi derivanti dalla direttiva servizi del 2006 /2006/123/CE) , ha precisato taluni punti che vale la pena sottolineare e che si ritiene possano essere di supporto ad un’analisi complessiva del modello di tariffazione delle professioni regolamentate in Europa. Innanzitutto, la Corte sostiene che la disciplina normativa delle tariffe in Germania è effettivamente non discriminatoria, dal momento che si applica a tutti gli operatori; in secondo luogo, la Corte riconosce che “l’esistenza delle tariffe minime per le prestazioni di progettazione è atta, in linea di principio, in considerazione delle caratteristiche del mercato tedesco, a contribuire a garantire un elevato livello di qualità delle prestazioni di progettazione e, di conseguenza, a realizzare gli obiettivi perseguiti dalla Repubblica federale di Germania”. Quest’ultimo è il punto da cui Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti di Roma intendono ripartire per sottolineare che il sistema delle tariffe legato alle prestazioni rese dagli architetti e ingegneri non è incompatibile tout court con la disciplina europea che ricaviamo dalla direttiva servizi del 2006. E’ vero che la Corte infligge una condanna alla Repubblica Federale tedesca, ma ciò in quanto la normativa nazionale tedesca, così come è strutturata ora, non è idonea a garantire adeguati livelli di qualità delle prestazioni rese dai professionisti.  Occorre ritornare a riflettere sull’opportunità di dotare anche il nostro Paese di un sistema tariffario, sinonimo di garanzia della qualità delle prestazioni, e invitare, quindi, il legislatore ad ampliare la sfera interpretativa dell’equo compenso, su cui molto si sta facendo anche a livello regionale, senza escludere di fissare una tariffa al di sotto della quale il professionista, in relazione ad una prestazione resa, non deve essere pagato. Qui è disponibile il comunicato congiunto Fondazione Inarcassa e Ordine degli architetti di Roma Qui è disponibile il testo della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea    Qui è disponibile l'articolo della rivista ItaliaOggi          
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    Recentemente, l’Autorità Anticorruzione ha comunicato l’esito di quattro richieste di parere consultivo segnalate tra i mesi di marzo e di maggio scorsi. Le indicazioni fornite dall’Anac descrivono in maniera puntuale la normativa di riferimento, che riteniamo possano essere di supporto ai professionisti. In materia di equo compenso, l’Anac, nelle Linee Guida n. 1 “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e ingegneria”, recentemente aggiornate, chiarisce che “al professionista non possono essere richieste prestazioni ulteriori rispetto a quelle a base di gara, che non sono state considerate ai fini della determinazione dell’importo a base di gara”. Si tratta di una precisazione fondamentale e di grande supporto all’attività di contrasto ai bandi irregolari perché conferma i principi che hanno animato la Fondazione negli ultimi anni sul tema dell’equo compenso. Infatti, l’aggiornamento delle Linee Guida n. 1 s’inserisce in quadro già piuttosto chiaro di definizione dell’equo compenso. Infatti, l’Anac aveva già chiarito che “al fine di determinare l’importo del corrispettivo da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura e gli altri servizi tecnici, occorre fare riferimento ai criteri fissati dal decreto del Ministero della giustizia 17 giugno 2016” e che “per motivi di trasparenza e correttezza è obbligatorio riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara, inteso come elenco dettagliato delle prestazioni e dei relativi corrispettivi. Ciò permette ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo”. Nei pareri proposti, l’Anac affronta, inoltre, le questioni relative allo svolgimento delle indagini di mercato per l’affidamento di incarichi tecnici e i criteri di aggiudicazione. Di particolare interesse è il riferimento che l’Anac offre su un’azione di contrasto promossa dalla Fondazione Inarcassa contro il decreto adottato dal Presidente della Provincia di Pistoia, col quale è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’ampliamento e la ristrutturazione di un polo scolastico, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. L’Anac, a tal proposito, ribadisce che “la donazione di progetti di opere pubbliche in favore dell’amministrazione aggiudicatrice da parte di soggetti terzi, si configura come ipotesi non prevista nella disciplina di settore”. In tal modo, l’Autorità conferma quanto la Fondazione aveva già messo in evidenza nella diffida trasmessa all’Amministrazione provinciale.   Parere consultivo Anac - Agenzia Demanio direzione Marche Parere consultivo Anac - Comune Milano Parere consultivo Anac - Mibac Parere consultivo Anac - Provincia Pistoia  
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    Ufficio Stampa

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  • logo fondazione scuola
    La Fondazione Inarcassa è pronta a rilanciare la nuova fase del progetto “FondAzioneScuola”, il fondo di garanzia per l’accesso ai finanziamenti destinati all’edilizia scolastica che, alla prima edizione, lanciata a dicembre 2017, ha visto la partecipazione di oltre 150 enti locali e la richiesta complessiva di 6 mln di euro a fronte di 140 mln di investimenti. Numeri importanti, soprattutto se si considera che la maggior parte delle istanze sono pervenute da enti locali di piccola e media dimensione. Ciò testimonia la difficoltà frequente da parte dei piccoli comuni di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio a causa delle scarse risorse a disposizione. Nella nuova fase di “Fondazionescuola” sarà messo a punto un procedimento più snello per andare incontro alle esigenze della pubblica amministrazione e degli uffici tecnici che spesso necessitano di tempi lunghi per l’elaborazione della documentazione richiesta dalla Fondazione e, in seconda battuta, dalla Banca Popolare di Sondrio, con la quale proseguirà la convenzione.   Il Fondo di Garanzia continuerà ad essere finalizzato unicamente alla copertura dei costi di progettazione, e oneri connessi, anche a partire dalla prima fase necessaria per l’ottenimento del finanziamento dell’opera. Gli interessi saranno ancora a carico di Fondazione Inarcassa, mentre per quanto riguarda la modalità di restituzione dell’importo finanziato siamo in stretto coordinamento con la Banca popolare di Sondrio al fine di migliorare, rispetto alla prima edizione, la soluzione economica da offrire ai soggetti destinatari.
  • cantiere
    COMUNICATO STAMPA - 10 APRILE 2019 Fondazione Inarcassa è stata udita il 10 aprile scorso in Commissione Lavori Pubblici del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui profili applicativi del codice dei contratti pubblici. L’audizione è stata l’occasione, da parte della Fondazione, per commentare le misure presenti nel DL Sblocca-Cantieri. Come già espresso in precedenza, la Fondazione ha criticato – anche in questa occasione – la misura che prevede la reintroduzione dell’incentivo del 2% per le attività di progettazione ad opera dei pubblici dipendenti, ritenendola un vero e proprio passo indietro rispetto a quanto fatto in precedenza dal codice appalti del 2016. “Mentre eravamo favorevoli a limitare l’incentivo per i dipendenti delle PA alle sole attività di programmazione e controllo della spesa per investimenti e delle procedure di gara, nonché per le fasi tecniche della direzione lavori e del collaudo, oggi, questa nuova modifica, significherebbe un duro colpo e un attacco alla dignità degli architetti e ingegneri che vivono di sola libera professione e che da anni soffrono di una grave crisi e un’importante contrazione dei redditi” ha dichiarato il Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo nel corso dell’audizione. “Questa misura – ha aggiunto Comodo – comporterebbe inevitabilmente uno svilimento del ruolo e della qualità del lavoro garantita dai liberi professionisti che operano nei confronti della pubblica amministrazione e avvantaggerebbe i soli dipendenti pubblici con un’integrazione importante del loro, già sicuro, stipendio”. Il secondo tema su cui Fondazione Inarcassa ha espresso i propri dubbi è il ricorso all’appalto integrato. “E’ vero che il pagamento diretto al progettista in caso di appalto integrato può essere interpretato come un piccolo passo in avanti, ma solo in termini di giusto compenso che deve essere riconosciuto al professionista per il suo lavoro – ha sottolineato il Presidente, che ha poi aggiunto: “Il riscorso all’appalto integrato invece deve essere limitato ai soli casi particolari, quando ad esempio per complessità e particolarità tecnica dell’opera si necessita del supporto diretto dell’impresa. Il ricorso all’appalto integrato non ha infatti prodotto in passato grandi vantaggi in termini di tempi e qualità progettuale, ma piuttosto è apparso come un escamotage per celare l’incapacità delle PA di occuparsi di tutta la fase progettuale con risultati soddisfacenti sul piano della qualità”. “Siamo molto soddisfatti che il Governo sia al lavoro per mettere finalmente mano al Codice degli Appalti e che il dl Sblocca-Cantieri preveda un apprezzabile tentativo di semplificazione. E’ necessario però che vengano adottate misure specifiche anche a favore dei liberi professionisti, non accentrando in primis tutti i compiti inerenti alla progettazione di un’opera pubblica in una centrale unica di progettazione, che invece auspichiamo possa svolgere un ruolo di supervisione, controllo e coordinamento tra tutte le stazioni appaltanti. Tra le misure più urgenti, la non gratuità delle prestazioni professionali con l’individuazione delle componenti del compenso professionale che non devono essere sottoposte a ribasso e l’istituzione di una Long List unica nazionale di professionisti, che garantisca la verifica del possesso dei requisiti e dalla quale le stazioni appaltanti possano attingere” ha concluso Comodo.