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  • È aperta la procedura per la presentazione delle candidature finalizzate all’elezione dei 4 (quattro) componenti del Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa per il mandato 2026–2029, che saranno nominati dal Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa. Possono presentare la propria candidatura gli associati Inarcassa in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto e dalla normativa vigente.Modalità di presentazionePer candidarsi è necessario:accedere all’area dedicata tramite il proprio codice fiscale;compilare e sottoscrivere il modulo MOD 01/EL – Presentazione candidatura e dichiarazione sostitutiva;inviare la candidatura tramite PEC, all’indirizzo elezionifondazione@legalmail.it allegando il modulo firmato e un documento di identità in corso di validità.  Le candidature devono essere presentate esclusivamente secondo le modalità indicate; eventuali irregolarità o invii incompleti comporteranno l’esclusione. ScadenzaIl termine perentorio per la presentazione delle candidature è fissato alle: ore 12:00 del 26 maggio 2026. Le candidature inviate oltre tale termine non saranno considerate ammissibili. Come candidarsiPer accedere alla procedura e presentare la candidatura, è possibile consultare il seguente link:https://fondazioneinarcassa.it/it/candidatura/ Referente per informazioniPer eventuali chiarimenti è possibile contattare:Dott. Gianfranco CarcioneSegretario Generale della Fondazione Inarcassag.carcione@fondazioneinarcassa.it   

  • L’evoluzione del progetto strutturale, il progressivo aggiornamento del quadro normativo europeo e la crescente attenzione ai temi della sostenibilità stanno ridefinendo il ruolo dell’acciaio all’interno dell’architettura contemporanea. In questo contesto, le grandi opere rappresentano oggi uno dei principali ambiti di sperimentazione tecnica e progettuale, nel quale convergono qualità architettonica, prestazioni strutturali, sicurezza e durabilità dei materiali.Su questi temi si concentrerà il webinar “Le grandi architetture in acciaio: dal progetto alla realizzazione”, promosso dalla Fondazione Inarcassa in co-organizzazione con l'Associazione Italiana Zincatura AIZ e Fondazione Promozione Acciaio, in programma venerdì 5 giugno 2026, dalle ore 15:30 alle 18:30. L’iniziativa rientra nel programma di aggiornamento professionale della Fondazione e propone un approfondimento dedicato ai principali profili tecnici, normativi e prestazionali connessi all’impiego dell’acciaio nel settore delle costruzioni.Dopo i saluti istituzionali dell’Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, il webinar entrerà nel merito del rapporto tra concezione architettonica e struttura attraverso l’intervento dell'Ing. Federico Mazzolani, Professore Emerito di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dedicato al ruolo dell’acciaio nella configurazione delle grandi architetture contemporanee. Il successivo contributo dell’Arch. Paolo Zilli, Director presso Zaha Hadid Architects, offrirà invece uno sguardo sulle applicazioni dell’acciaio nell’architettura internazionale, con riferimento alle esperienze sviluppate nei più recenti scenari progettuali.Il confronto proseguirà sul piano tecnico e normativo con l’intervento dell'Ing. Raffaele Landolfo, Presidente della Commissione Ingegneria Strutturale dell’UNI e docente presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che analizzerà le innovazioni introdotte dagli Eurocodici di seconda generazione e le prospettive applicative per la progettazione delle strutture in acciaio. Il tema della sicurezza costituirà uno dei punti centrali dell’incontro e sarà affrontato dall'Ing. Emidio Nigro, Professore di Tecnica delle Costruzioni e Direttore del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, attraverso un approfondimento dedicato alla resistenza al fuoco delle strutture in acciaio e acciaio zincato a caldo.Gli aspetti legati alla durabilità e alla sostenibilità dell’acciaio zincato a caldo saranno al centro dell’intervento dell’Ing. Lello Pernice, Segretario Generale dell’Associazione Italiana Zincatura, con particolare riferimento alle prestazioni del materiale nel ciclo di vita delle opere e alla riduzione degli impatti ambientali. A concludere il webinar sarà la relazione dell'Ing. Marta Sesana, Responsabile scientifica della Commissione Sostenibilità della Fondazione Promozione Acciaio e docente presso l’Università degli Studi di Brescia, dedicata ai metodi e agli strumenti per la valutazione della resilienza e della circolarità degli edifici in acciaio, in coerenza con i più recenti orientamenti della progettazione sostenibile.Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/grandi-architetture-acciaio-dal-progetto-alla-realizzazione 

  • 15:30 – Saluti istituzionaliIng. Andrea De Maio – Presidente Fondazione Inarcassa15:35 – Interventi tematici - Acciaio e architetturaProf. Ing. Federico Mazzolani- L’utilizzo dell’acciaio nell’architettura contemporaneaArch. Paolo Zilli- Eurocodici di seconda generazione: innovazioni e prospettive per le strutture in acciaioProf. Ing. Raffaele Landolfo- La resistenza al fuoco delle strutture in acciaio e acciaio zincato a caldo Prof. Ing. Emidio Nigro- Durabilità e sostenibilità dell’acciaio zincato a caldo Ing. Lello Pernice- Metodi e strumenti per la valutazione di resilienza e circolarità di edifici in acciaio Prof. Ing. Marta Sesana18:30 – Chiusura dei lavori

  • Fondazione Inarcassa amplia le iniziative dedicate agli iscritti con l’attivazione della nuova Rassegna informativa Fondazione Inarcassa – Il Sole 24 Ore, il servizio gratuito di aggiornamento quotidiano riservato ad architetti e ingegneri liberi professionisti.L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore e permette agli iscritti di accedere a una selezione di contenuti di interesse per la professione, con notizie e approfondimenti sui principali temi tecnici, normativi ed economici del settore.La rassegna raccoglie articoli e analisi tratti dal Quotidiano Il Sole 24 Ore, dalla rivista Consulente Immobiliare e da Norme e Tributi Plus Edilizia, con focus su normativa edilizia e urbanistica, appalti, sicurezza, giurisprudenza e mercato immobiliare. L’ambiente digitale dedicato agli iscritti comprende inoltre approfondimenti tematici e analisi sui temi di attualità utili all’attività professionale.La consultazione avviene attraverso homepage dedicate, archivi cronologici e una funzione di ricerca semantica che consente di individuare rapidamente le informazioni e filtrare i risultati per data e fonte.L’accesso è immediato e non richiede ulteriori registrazioni al sito de Il Sole 24 Ore: dopo il login nell’area riservata del sito della Fondazione Inarcassa, è sufficiente accedere alla sezione “Flash News” e selezionare la voce “Accedi alla Rassegna informativa Sole 24 Ore – Fondazione Inarcassa”, come nell'immagine sottostante.  Il servizio è consultabile da un unico dispositivo per ciascun utente.Con questa iniziativa, Fondazione Inarcassa conferma il proprio impegno nel mettere a disposizione degli iscritti strumenti qualificati a supporto dell’aggiornamento professionale continuo. 

  • Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano.L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace.Ad aprire i lavori sono stati Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, e Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. «L’aver consolidato una giornata annuale non è un esercizio celebrativo ma il riconoscimento che esiste un tema sul quale non ci si può permettere un’attenzione intermittente», ha osservato Perrini, indicando nella continuità dell’azione amministrativa uno dei nodi principali da affrontare. Per Troncarelli, invece, «l’imprevedibilità non può più essere considerata un alibi», in un quadro che richiede pianificazione, monitoraggio e una più forte integrazione della cultura scientifica nelle scelte pubbliche.Nel corso della mattinata Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha richiamato la complessità della rete infrastrutturale italiana, composta da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Il ministro ha poi affrontato il tema delle competenze tecniche nei processi decisionali. «Tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», individuando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. Salvini ha inoltre indicato nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici uno strumento operativo destinato a definire le priorità infrastrutturali del Paese.Sul tema della prevenzione si è soffermato anche Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha definito i professionisti tecnici «la prima barriera contro i rischi». Per De Maio il dissesto idrogeologico rappresenta ormai una criticità strutturale aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici e richiede un rafforzamento della governance e della pianificazione degli interventi. «Oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze». Un divario che, secondo il presidente di Fondazione Inarcassa, continua a frenare la costruzione di una strategia realmente efficace. De Maio ha inoltre sottolineato il ruolo delle professioni tecniche non solo nella progettazione degli interventi di messa in sicurezza, ma anche nella costruzione di percorsi di consapevolezza condivisa con le comunità locali. Da qui la richiesta di superare la frammentazione decisionale attraverso una cabina di regia unica e un piano nazionale capace di integrare programmazione, utilizzo del suolo e prevenzione.Nel videomessaggio inviato all’evento, Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha confermato l’impegno del Governo sul fronte delle risorse economiche e dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che la programmazione degli interventi per il 2026 supera i 300 milioni di euro e ha annunciato il lavoro del Mase sul “gemello digitale” del suolo italiano, piattaforma destinata a rafforzare monitoraggio, conoscenza e pianificazione del territorio. Nel corso della giornata è stato inoltre richiamato il contributo di Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, che ha proposto un Programma nazionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico 2025-2030 con una dotazione di 400 milioni di euro.Sul versante tecnico, il confronto si è concentrato sull’evoluzione del rischio e sugli strumenti di prevenzione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha aperto una riflessione sulla permanenza degli insediamenti nelle aree più esposte e sulla possibile delocalizzazione degli edifici situati nelle zone a maggiore rischio. Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha ricordato il ruolo dei sistemi di allerta e informazione come IT-alert, mentre Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’ISPRA, ha definito la prevenzione «una grande questione civile», ribadendo il ruolo dell’Istituto nel supporto tecnico ai decisori pubblici. Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG, ha invece posto l’attenzione sulle criticità legate ai differenti livelli di aggiornamento dei PAI sul territorio nazionale.Le tavole rotonde moderate da Gianluca Semprini hanno approfondito i principali nodi scientifici e organizzativi emersi nel corso della giornata. La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila. Bozzano ha parlato del ricambio generazionale nelle professioni geologiche, mentre Piervitali si è soffermata sull’impatto dei cambiamenti climatici e sull’importanza del monitoraggio climatico su scala nazionale e locale. La seconda tavola rotonda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia. Dal confronto emerge il quadro di enti locali ancora privi di adeguate strutture tecniche e amministrative.I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza di Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nel pomeriggio sono intervenuti anche Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale alla gestione del rischio e alla tutela del territorio.Nella parte conclusiva dell’evento il confronto si è spostato sul terreno della governance e delle riforme con la partecipazione di Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato con delega al Cipess, e dei parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi. Morelli ha indicato la necessità di superare la logica emergenziale e affidare alle competenze tecniche le scelte operative. «Impostiamo il nostro ragionamento senza presupposti ideologici, saranno i tecnici a decidere sugli aspetti specifici».Bicchielli ha ricordato che «oggi parliamo di 680mila frane attive nel Paese», chiedendo una semplificazione delle procedure amministrative e una maggiore capacità di spesa da parte degli enti locali. Rotelli ha definito il contrasto al dissesto «una grande occasione per modernizzare anche le infrastrutture del nostro Paese», mentre Sironi ha parlato della necessità di una risposta condivisa sul piano istituzionale: «La tutela della vita non ha colore politico».Nel corso della giornata è stato presentato anche il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento strategico curato da ANSFISA e dedicato al rapporto tra sicurezza infrastrutturale e fragilità del territorio. Il volume raccoglie dati, analisi e indicazioni operative per l’aggiornamento delle norme di sicurezza relative a ponti, viadotti e gallerie, individuando nella prevenzione strutturale il principale terreno su cui intervenire. Il quadro delineato dal documento restituisce l’immagine di un Paese particolarmente esposto. L’Italia possiede infatti circa il doppio di ponti, viadotti e gallerie rispetto alla media europea e concentra due frane su tre tra quelle censite nell’intero continente. Una condizione che rende ancora più urgente il rafforzamento delle attività di monitoraggio, mappatura e manutenzione delle infrastrutture strategiche.Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha rilanciato il tema della collaborazione stabile tra istituzioni e professionisti. La giornata si è chiusa con una linea condivisa da istituzioni, tecnici e professioni: il dissesto idrogeologico richiede una strategia strutturale e continuativa, fondata su prevenzione, pianificazione e valorizzazione delle competenze tecniche.Vai al comunicato stampa            

  • 15:00 – Introduzione al webinar15:05 – Interventi tematiciArch. Giuseppe Vincenzo Pulvirenti- Modulo 1: Criteri per l’affidamento e l’esecuzione dei lavori di interventi edilizi e criteri per l’affidamento congiunto progettazione-esecuzione- Clausole contrattuali per le gare di lavori per interventi edilizi e criteri premianti- Clausole contrattuali e specifiche tecniche per l’affidamento congiunto di progettazione/lavori e criteri premianti- Modulo 2: Specifiche tecniche relative al cantiere- Gestione del cantiere sostenibile- Verifiche delle evidenze documentali- Gestione dei rifiuti prodotti in cantiere17:00 – Termine dei lavori

  • Con il ‘Piano Casa’ presentato dal governo, sono state recepite le istanze rappresentate dalla Fondazione Inarcassa e dall’ecosistema costituito dai professionisti: affrontare l’emergenza abitativa con strumenti certi, intervenire con la rigenerazione urbana, lavorare sul contenimento del consumo di suolo e promuovere l’apertura a modelli di partneriato pubblico-privato.“La bozza di decreto del ‘Piano Casa’ accoglie una visione che sosteniamo da tempo – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, punto di riferimento degli oltre 175.000 ingegneri e architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa.Le nuove politiche abitative devono puntare sul recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio edilizio esistente, spesso sottoutilizzato o degradato – spiega De Maio. L’introduzione di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che abbinano edilizia convenzionata e libero mercato, è la scelta giusta per garantire sostenibilità economica degli investimenti e per attrarre capitali privati, ormai imprescindibili”.Il ‘Piano Casa’ consente di porre al centro del dibattito e dell’azione concreta un’opportunità unica: il tema della sicurezza e della qualità del costruito diventano decisivi, tanto da poter rafforzare l’efficacia degli interventi previsti nella fase attuativa.Come ricordato dal Presidente della Fondazione Inarcassa, De Maio, “un tetto, da solo, non basta: serve una casa sicura. Per questo chiediamo al governo di valutare l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, a partire dal patrimonio edilizio pubblico: il Fascicolo rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per programmare ed eseguire interventi efficaci e mirati, ottimizzando le risorse pubbliche. Così come – continua De Maio - è essenziale prevedere l’obbligo di verifica sismica per gli immobili da destinare a finalità sociali, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e la durata del valore, nel tempo, degli investimenti condotti”.Con questo decreto, una volta divenuto legge, si apre una fase nuova per le politiche abitative del Paese: il ruolo della progettazione e delle competenze tecniche saranno ancora più determinanti perché devono tradurre gli obiettivi del Piano Casa in interventi duraturi, efficaci e integrati nello spazio urbano che muta nel tempo. Saper far fronte all’evoluzione delle esigenze di uno spazio urbano di grandi dimensioni o di una cittadina, costituisce un valore aggiunto per tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. In tal senso, diventa centrale rendere più attrattivo il partneriato pubblico-privato, con incentivi e premialità fiscali legati alla qualità progettuale e al raggiungimento di elevati standard di sicurezza e sostenibilità.“Costruire le case di domani, più sicure, sostenibili e a misura di chi le abiterà, è una sfida che risponde a bisogni che vanno al di là della città del futuro perché mette in rete competenze e risposte fondamentali dei professionisti e per chi lavora ed abita lo spazio urbano. “Fondazione Inarcassa continuerà a mettere a disposizione conoscenze, strumenti e professionalità, collaborando con le istituzioni per l’ambizioso obiettivo comune: non rispondere solo all’emergenza ma mettere a sistema tutte le soluzioni utili a migliorare il nostro modo di vivere e di abitare”.Vai al comunicato stampa

  • Fondazione Inarcassa, sindacati e associazioni di categoria denunciano l'indebolimento del ruolo dei professionisti iscritti agli albi a causa di nuovi provvedimenti come il Conto Termico 3.0 e l'istituzione degli esperti assicurativi catastrofali.Una forte presa di posizione relativa a provvedimenti normativi che stanno progressivamente erodendo il ruolo e le competenze degli iscritti agli albi professionali:Conto Termico 3.0: Le nuove regole condizionano l'accesso agli incentivi alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti con certificazioni "volontarie". Questo, di fatto, esclude architetti e ingegneri regolarmente iscritti ai propri albi, le cui competenze sono già riconosciute dalla normativa primaria; ciò "svuota di valore il titolo di studio e l'abilitazione professionale" a vantaggio di certificazioni di terze parti. Esperti Assicurativi Catastrofali: La recente istituzione di questo nuovo ruolo presso CONSAP (introdotta con la Legge n. 59/2026) affida in via esclusiva a questi esperti l'accertamento e la stima dei danni agli immobili. Viene così creata un'abilitazione autonoma, esterna al sistema degli ordini professionali, che si sovrappone a compiti tipici dei professionisti tecnici, i quali sarebbero addirittura costretti a iscriversi a questo nuovo elenco per poter svolgere attività peritali.Entrambi i provvedimenti, seppur diversi, rivelano una tendenza a creare "riserve di attività" parallele a quelle già regolamentate.Ciò non solo altera la concorrenza sul mercato, ma indebolisce le tutele fondamentali per i committenti derivanti dalla formazione continua, dall'obbligo di assicurazione professionale e dal rispetto dei codici deontologici.In gioco non c'è solo il futuro delle professioni, ma la tenuta di un sistema che garantisce la collettività in settori cruciali come la transizione energetica, la sicurezza del patrimonio edilizio e la gestione delle emergenze.Per queste ragioni, Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con le forze politiche per correggere queste storture e riaffermare la centralità delle professioni tecniche regolamentate, nell'interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni.Vai al comunicato stampa

  • Sugli affidamenti pubblici va posta una corretta attenzione, anche in relazione alla quantità oltre che al valore degli stessi. La qualità della progettazione deve essere al centro di ogni valutazione, insieme però alla giusta concorrenza e agli effetti sul mercato e soprattutto al ruolo dei professionisti tecnici coinvolti. L’obiettivo è garantire che le opere siano sicure, efficienti e sostenibili lungo tutto l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla loro manutenzione. La vera sfida è qui: efficienza, equità e massima attenzione alla spesa pubblica devono guidare tutti i soggetti coinvolti, a partire dal legislatore e dalle professionalità chiamate ad intervenire.A seguito dell'ultimo rapporto ANAC sugli appalti pubblici, il dibattito pubblico e mediatico ha posto in evidenza alcuni aspetti rilevanti, tra questi Fondazione Inarcassa sottolinea la crescita marcata degli appalti integrati e gli accordi quadro, che rappresenta motivo di preoccupazione per i professionisti, nello specifico ingegneri e architetti. Questi due tipi di istituti limitano i difetti, la concorrenza e l’accesso al mercato dei liberi professionisti, finendo per accrescere la concentrazione degli importi economici a favore di pochi grandi player. Gli affidamenti diretti, che pure costituiscono materia di attenzione da parte dell’ANAC e degli stakeholder, incidono in termini di numeri di procedure, da un punto di visto complessivo, ma in misura inferiore per l’impatto economico.Nel 2025, infatti, gli appalti integrati sono arrivati a concentrare tra il 18 e il 25% del valore complessivo dei lavori pubblici, pur rappresentando meno del 10% delle procedure. Nel settore delle grandi opere, gli appalti integrati hanno segnato un passo importante, riguardando di conseguenza interventi complessi e progetti finanziati dal PNRR. Progettualità e cantieri su cui porre indubbiamente attenzione, come raccomandato più volte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.“Una quota molto elevata – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - che, evidenzia, una crescente concentrazione del valore economico e presenta criticità strutturali: l’affidamento congiunto, attraverso gli appalti integrati, di progettazione ed esecuzione, compromette la terzietà del progettista, genera potenziali conflitti di interesse, indebolisce la funzione di controllo tecnico della stazione appaltante e, come dimostrato da numerose esperienze applicative, può tradursi in incrementi dei costi, varianti, contenziosi e in una riduzione della qualità progettuale e della sicurezza delle opere”.Il dato diventa ancora più significativo per gli accordi quadro: rappresentano il 10-15% delle procedure sopra soglia ma superano il 30% del valore complessivo degli affidamenti di servizi e forniture. Lo strumento dell’accordo quadro è concepito per migliorare la programmazione e ridurre i tempi di affidamento, sicuramente per altri tipi di servizi ma non per quelli di ingegneria e architettura: “essi pongono seri problemi di concorrenza e trasparenza – spiega ancora il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - possono condurre ad un innalzamento sproporzionato dei requisiti di accesso, ad ulteriori barriere per le PMI e alla concentrazione di incarichi verso poche e grandi strutture, generando una doppia competizione sul prezzo, un subappalto massivo con compensi inadeguati e ricadute negative su tempi e qualità delle prestazioni.Difendere il ruolo dei professionisti è una sfida essenziale per portare a termine un affidamento pubblico nei tempi stimati e che preservi la spesa dei cittadini: solo attraverso il riconoscimento del valore e del lavoro da essi portato avanti, si contribuisce a rendere il mercato davvero equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese.Leggi il comunicato stampa

  • La Fondazione Inarcassa partecipa alla 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico, iniziativa dedicata ai temi della tutela del territorio e della gestione dei rischi naturali, che riunisce istituzioni, professionisti ed esperti del settore, confermando l’impegno delle professioni tecniche sui temi della prevenzione e della sicurezza.L’iniziativa è promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, la Fondazione Consiglio Nazionale Ingegneri e la Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, nell’ambito di un confronto volto ad approfondire strategie e strumenti per una più efficace prevenzione e mitigazione del rischio.Il contesto nazionale è caratterizzato da una persistente esposizione a fenomeni franosi e alluvionali, acuiti dai cambiamenti climatici nell’area mediterranea. In questo quadro, assume rilievo la diffusione di modelli previsionali del rischio e l’impiego di tecniche di intervento sempre più avanzate, accanto alla necessità di rafforzare le politiche pubbliche per la prevenzione e la pianificazione territoriale.Resta centrale anche il tema della capacità amministrativa degli enti locali nella gestione degli interventi: pur in presenza di risorse economiche dedicate al contrasto del dissesto idrogeologico, permangono criticità legate alla gestione operativa dei cantieri e al coordinamento delle attività. Il contributo delle competenze tecniche, in particolare di ingegneri e geologi, si conferma quindi determinante per assicurare interventi efficaci, sostenibili e duraturi.La 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico si propone di contribuire a questo dibattito, favorendo l’individuazione di modelli di governance più efficaci e rafforzando il dialogo tra istituzioni e professionisti per la salvaguardia del patrimonio ambientale e urbano del PaeseL’evento si svolgerà in presenza - presso Acquario Romano - Piazza Manfredo Fanti, 47 - e sarà inoltre trasmesso in streaming on line. Scarica il programma dell'eventoGli Ingegneri interessati sono invitati a procedere con l’iscrizione attraverso i seguenti link:Per la partecipazione in presenza clicca quiPer la partecipazione a distanza clicca quiAgli Ingegneri e ai Geologi regolarmente iscritti al proprio Albo professionale che parteciperanno all’intera durata della sessione mattutina verranno assegnati 2 CFP. Agli Ingegneri e ai Geologi che parteciperanno all’intera durata della sessione pomeridiana verranno assegnati 3 CFP.Scarica il comunicato stampa dell’evento, completo della locandina, e la Nota di approfondimento a cura del Centro Studi del CNI e del Centro Studi del CNG.