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  • È stata inaugurata oggi, negli spazi della Città della Scienza, la mostra “Terremoti d’Italia”, iniziativa che riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione sismica, con un approccio che intreccia conoscenza scientifica, responsabilità istituzionale e ruolo delle professioni tecniche.L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 9 maggio, propone un percorso articolato che consente di approfondire il fenomeno sismico e le strategie di mitigazione del rischio attraverso strumenti divulgativi e dispositivi esperienziali. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata da Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.Nel corso dell’inaugurazione, l’intervento introduttivo del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, ha richiamato il lavoro organizzativo che ha reso possibile la tappa partenopea della mostra, evidenziando la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema professionale, nonché l’ampia partecipazione del mondo scolastico.Il confronto tra i rappresentanti istituzionali ha restituito un quadro coerente, nel quale la prevenzione si configura come processo continuo che coinvolge pianificazione territoriale, informazione e qualità della progettazione.In questa prospettiva, Claudia Pecoraro, Assessore della Regione Campania, ha sottolineato il legame tra politiche ambientali e protezione civile: «Ambiente e protezione civile camminano insieme», richiamando la necessità di fondare le scelte pubbliche sulla conoscenza dei fenomeni naturali e sulla responsabilità nella gestione del territorio.Un’analoga attenzione al tema della consapevolezza è emersa nelle parole di Edoardo Cosenza, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Napoli, che ha posto l’accento sul percorso compiuto negli ultimi anni: «Io credo che questo evento dimostri che la sensibilizzazione ha avuto successo», sottolineando il ruolo di informazione, trasparenza e diffusione delle conoscenze nella costruzione di un rapporto più maturo tra cittadini e rischio.Il valore della mostra come strumento concreto di divulgazione è stato evidenziato da Italo Giulivo, Direttore Generale della Protezione Civile della Regione Campania: «Questa mostra più di tante parole fa vedere come è evoluta la conoscenza, cosa si può fare sui fabbricati e quali sono le forze in gioco quando si parla di terremoti». Un’impostazione che consente di tradurre contenuti tecnici complessi in elementi comprensibili anche al di fuori degli ambiti specialistici.Il tema della prevenzione è stato ricondotto alla dimensione tecnica e progettuale da Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, che ha ribadito un principio ormai consolidato: «L’unica soluzione possibile è conoscere il territorio, conoscere i rischi e mettere in campo le principali azioni di prevenzione». Da qui l’affermazione, netta, che sintetizza il senso dell’intervento: «I terremoti non fanno morti, i morti li fa l’uomo che costruisce male», accompagnata dalla considerazione che «la prevenzione ha costi molto inferiori rispetto alla gestione dell’emergenza».In questo contesto si inserisce l’intervento del Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha richiamato il ruolo dei liberi professionisti nella costruzione di una strategia di prevenzione strutturata. «Come Fondazione Inarcassa abbiamo creduto in questa iniziativa perché riteniamo che diffondere la cultura della prevenzione sismica sia molto importante», ha dichiarato, definendo la mostra «un vero e proprio connubio di esperienza, conoscenza e buone pratiche operative».De Maio ha collocato l’iniziativa nel percorso più ampio portato avanti dalla Fondazione: «Da anni Fondazione Inarcassa è impegnata sul fronte della prevenzione sismica», attraverso attività che includono formazione tecnica, partecipazione ai tavoli istituzionali e proposte normative orientate a rafforzare le politiche di prevenzione.Particolare rilievo ha assunto il riferimento alle nuove generazioni: «Auspichiamo che questa mostra possa far comprendere l’importanza della prevenzione, soprattutto ai giovani», ricordando che «sono, come li definiva don Luigi Sturzo, i cittadini e decisori del domani». Un passaggio che introduce un elemento di responsabilità diffusa: «Devono diventare i primi ambasciatori della prevenzione nelle loro famiglie e tra i loro amici». Il Presidente ha inoltre ribadito il contributo della categoria: «Come liberi professionisti siamo pronti a intervenire con le nostre conoscenze e competenze, mettendole a disposizione del Paese», con l’obiettivo di contribuire a «un’Italia più sicura e resiliente». A questo si affianca una visione strategica: «La prevenzione non è un costo, ma il più grande investimento su cui il nostro Paese deve puntare», accompagnata dall’esigenza di tradurre la consapevolezza in azione concreta attraverso il contributo coordinato di istituzioni, università e professionisti.Il contributo scientifico è stato affidato a Emidio Nigro, Direttore del Dipartimento di Strutture dell’Università Federico II, che ha richiamato il ruolo della ricerca nello sviluppo delle metodologie di analisi e intervento, dalla valutazione della pericolosità sismica alle tecniche di consolidamento.A chiudere, Riccardo Villari, Presidente della Fondazione IDIS – Città della Scienza, ha ribadito il valore della divulgazione: «Educare in maniera concreta e visibile rappresenta un passaggio essenziale», sottolineando come la conoscenza rappresenti il primo livello di prevenzione.La mostra si inserisce così in un percorso nazionale che riguarda direttamente il mondo delle professioni tecniche. Per architetti e ingegneri liberi professionisti rappresenta un’occasione di aggiornamento e confronto sui temi della sicurezza sismica, oltre che uno strumento utile per rafforzare il dialogo con cittadini e istituzioni. In questo quadro, la prevenzione assume una dimensione che supera l’ambito tecnico per configurarsi come responsabilità civile e professionale, fondata su competenze, aggiornamento continuo e capacità di incidere nelle scelte che riguardano la sicurezza del territorio.Scarica il comunicato stampaConsulta i dettagli ufficiali dell’iniziativaGuarda il servizio della TGR CampaniaVai al servizio di VideoInformazioniApprofondisci il servizio video sull’inaugurazione  Inaugurazione, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Da sinistra: Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile; Riccardo Villari, Presidente Fondazione IDIS Città della Scienza; Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Da sinistra: Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa Emidio Nigro, Dipartimento DIST, Università degli Studi di Napoli Federico II Italo Giulivo, Direttore Generale Protezione Civile Regione Campania Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania Da sinistra: Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli; Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile. Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile Da sinistra: Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile. Mostra Terremoti d'ItaliaLa Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'ItaliaLa Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'ItaliaLa Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'ItaliaI Dispositivi Antisismici, Mostra Terremoti d'ItaliaMostra Terremoti d'ItaliaSismoscopio di Zhang Heng, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'ItaliaLe scuole provano la Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia

  • Nuovi strumenti di informazione e partecipazione per la comunità professionaleLa Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel rafforzare il dialogo e il coinvolgimento della comunità degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, investendo in nuovi strumenti di informazione e partecipazione attiva.È ora disponibile sul sito istituzionale Flash News, una nuova sezione dedicata al monitoraggio dei principali temi di interesse per la professione. Flash News offre aggiornamenti costanti sulle novità normative, istituzionali e di contesto che incidono sulle attività professionali, consentendo una consultazione rapida ed efficace. La sezione è visibile direttamente in homepage attraverso un box a scorrimento verticale, che raccoglie le notizie più recenti.Accanto all’informazione, la Fondazione rafforza anche gli strumenti di ascolto e confronto con la propria comunità. Nasce così “Partecipa”, uno spazio dedicato alla raccolta di contributi, idee, segnalazioni e proposte da parte degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, su specifici temi legislativi e provvedimenti di interesse per la categoria.La prima consultazione aperta riguarda lo Schema di Disegno di Legge – Delega al Governo per il Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni. Gli iscritti sono invitati a prendere visione del documento allegato (bollinato), disponibile al link dedicato, e a trasmettere eventuali osservazioni o proposte all’indirizzo:partecipa@fondazioneinarcassa.itLe competenze, le esperienze e le idee dei professionisti rappresentano una risorsa fondamentale per orientare le attività di analisi, proposta e rappresentanza della Fondazione.Per rendere il dialogo ancora più diretto e tempestivo, è stato inoltre attivato il canale WhatsApp ufficiale della Fondazione Inarcassa, pensato per condividere rapidamente aggiornamenti su attività, eventi e iniziative, segnalare novità normative e dare evidenza a opportunità di interesse per la professione, inclusi bandi e iniziative.Per ricevere gli aggiornamenti è sufficiente accedere al link dedicato (da mobile) e cliccare sul pulsante “Segui”.Con questi nuovi strumenti, la Fondazione Inarcassa rinnova il proprio impegno a favore di un’informazione qualificata e di una partecipazione consapevole e attiva della comunità professionale.

  • Prende avvio il ciclo di webinar istituzionali collegato alla mostra “Terremoti d’Italia”, ospitata presso la Città della Scienza nell’area dei Campi Flegrei. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata dalla Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il percorso formativo coinvolge tecnici, professionisti e rappresentanti istituzionali e si concentra sulle strategie di riduzione del rischio sismico e di tutela del patrimonio costruito e culturale. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri ed architetti, indipendentemente dall'iscrizione alla Fondazione Inarcassa. Il primo appuntamento è in programma il 6 maggio e porta il titolo “Terremoti d'Italia – Gli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei”. Il seminario si colloca nel quadro delle attività previste dalla mostra e richiama l’attenzione sulla necessità di interventi di prevenzione strutturale in un’area caratterizzata da elevata esposizione al rischio sismico e bradisismico.Il tema centrale riguarda il Piano Straordinario di analisi della vulnerabilità previsto dal Decreto Legge 140/2023, che introduce strumenti operativi per la valutazione degli edifici privati attraverso la scheda CARTIS-Edificio e definisce un sistema di misure e contributi pubblici destinati alla riduzione del rischio. Il percorso punta a favorire interventi sugli immobili privati con soluzioni di rafforzamento locale e miglioramento sismico, finalizzate a limitare danni strutturali, inagibilità e conseguenze sulle persone.Nel corso dei lavori intervengono rappresentanti del sistema della protezione civile, della Regione Campania e del Consorzio ReLUIS, insieme ai principali ordini professionali. Le relazioni tecniche affrontano la valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio privato nei Campi Flegrei, gli interventi su strutture in calcestruzzo armato e in muratura, e i risultati delle attività di microzonazione sismica di livello 3 nell’area del bradisismo. Il programma si articola inoltre in una serie di interventi istituzionali e contributi tecnici che illustrano il quadro operativo del piano e le ricadute applicative sul territorio.Il secondo appuntamento si svolge il 7 maggio con il titolo “Terremoti d'Italia – Beni culturali ed eventi sismici: tutela, sicurezza, intervento”. Il confronto riunisce mondo accademico, istituzioni e professioni tecniche e si concentra sulla gestione del rischio sismico applicato al patrimonio culturale e archeologico.Il dibattito prende avvio dai saluti istituzionali e dagli interventi di apertura, con la partecipazione di rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei e di ICOMOS Italia, insieme a esponenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle strutture impegnate nei processi di ricostruzione post-sisma. Il programma approfondisce la gestione della vulnerabilità nei contesti archeologici e monumentali, con particolare riferimento ai siti dei Campi Flegrei e di Pompei, oltre alle esperienze maturate nella ricostruzione post-sisma dell’Italia centrale e nella tutela del patrimonio ecclesiastico.Le relazioni tecniche illustrano studi e interventi su scala nazionale, con focus sulla conoscenza del rischio, sulle strategie di consolidamento strutturale e sulle soluzioni adottate nei principali scenari emergenziali degli ultimi anni. L’obiettivo è delineare un quadro operativo che concili sicurezza, conservazione e compatibilità degli interventi.Il ciclo di incontri rappresenta un momento di confronto tecnico e istituzionale sui temi della prevenzione sismica e della tutela del patrimonio, in un contesto nazionale caratterizzato da elevata esposizione al rischio.Per consultare i programmi e procedere all’iscrizione è possibile accedere alle pagine dedicate sul sito della Fondazione Inarcassa:6 maggio – Terremoti d'Italia: interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei 7 maggio – Terremoti d'Italia: beni culturali ed eventi sismici, tutela, sicurezza, interventoLa registrazione a uno dei due appuntamenti consente l’accesso automatico anche all’altro, senza necessità di una seconda iscrizione.

  • Sugli affidamenti pubblici va posta una corretta attenzione, anche in relazione alla quantità oltre che al valore degli stessi. La qualità della progettazione deve essere al centro di ogni valutazione, insieme però alla giusta concorrenza e agli effetti sul mercato e soprattutto al ruolo dei professionisti tecnici coinvolti. L’obiettivo è garantire che le opere siano sicure, efficienti e sostenibili lungo tutto l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla loro manutenzione. La vera sfida è qui: efficienza, equità e massima attenzione alla spesa pubblica devono guidare tutti i soggetti coinvolti, a partire dal legislatore e dalle professionalità chiamate ad intervenire.A seguito dell'ultimo rapporto ANAC sugli appalti pubblici, il dibattito pubblico e mediatico ha posto in evidenza alcuni aspetti rilevanti, tra questi Fondazione Inarcassa sottolinea la crescita marcata degli appalti integrati e gli accordi quadro, che rappresenta motivo di preoccupazione per i professionisti, nello specifico ingegneri e architetti. Questi due tipi di istituti limitano i difetti, la concorrenza e l’accesso al mercato dei liberi professionisti, finendo per accrescere la concentrazione degli importi economici a favore di pochi grandi player. Gli affidamenti diretti, che pure costituiscono materia di attenzione da parte dell’ANAC e degli stakeholder, incidono in termini di numeri di procedure, da un punto di visto complessivo, ma in misura inferiore per l’impatto economico.Nel 2025, infatti, gli appalti integrati sono arrivati a concentrare tra il 18 e il 25% del valore complessivo dei lavori pubblici, pur rappresentando meno del 10% delle procedure. Nel settore delle grandi opere, gli appalti integrati hanno segnato un passo importante, riguardando di conseguenza interventi complessi e progetti finanziati dal PNRR. Progettualità e cantieri su cui porre indubbiamente attenzione, come raccomandato più volte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.“Una quota molto elevata – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - che, evidenzia, una crescente concentrazione del valore economico e presenta criticità strutturali: l’affidamento congiunto, attraverso gli appalti integrati, di progettazione ed esecuzione, compromette la terzietà del progettista, genera potenziali conflitti di interesse, indebolisce la funzione di controllo tecnico della stazione appaltante e, come dimostrato da numerose esperienze applicative, può tradursi in incrementi dei costi, varianti, contenziosi e in una riduzione della qualità progettuale e della sicurezza delle opere”.Il dato diventa ancora più significativo per gli accordi quadro: rappresentano il 10-15% delle procedure sopra soglia ma superano il 30% del valore complessivo degli affidamenti di servizi e forniture. Lo strumento dell’accordo quadro è concepito per migliorare la programmazione e ridurre i tempi di affidamento, sicuramente per altri tipi di servizi ma non per quelli di ingegneria e architettura: “essi pongono seri problemi di concorrenza e trasparenza – spiega ancora il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - possono condurre ad un innalzamento sproporzionato dei requisiti di accesso, ad ulteriori barriere per le PMI e alla concentrazione di incarichi verso poche e grandi strutture, generando una doppia competizione sul prezzo, un subappalto massivo con compensi inadeguati e ricadute negative su tempi e qualità delle prestazioni.Difendere il ruolo dei professionisti è una sfida essenziale per portare a termine un affidamento pubblico nei tempi stimati e che preservi la spesa dei cittadini: solo attraverso il riconoscimento del valore e del lavoro da essi portato avanti, si contribuisce a rendere il mercato davvero equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese.Leggi il comunicato stampa

  • La Fondazione Inarcassa partecipa alla 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico, iniziativa dedicata ai temi della tutela del territorio e della gestione dei rischi naturali, che riunisce istituzioni, professionisti ed esperti del settore, confermando l’impegno delle professioni tecniche sui temi della prevenzione e della sicurezza.L’iniziativa è promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, la Fondazione Consiglio Nazionale Ingegneri e la Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, nell’ambito di un confronto volto ad approfondire strategie e strumenti per una più efficace prevenzione e mitigazione del rischio.Il contesto nazionale è caratterizzato da una persistente esposizione a fenomeni franosi e alluvionali, acuiti dai cambiamenti climatici nell’area mediterranea. In questo quadro, assume rilievo la diffusione di modelli previsionali del rischio e l’impiego di tecniche di intervento sempre più avanzate, accanto alla necessità di rafforzare le politiche pubbliche per la prevenzione e la pianificazione territoriale.Resta centrale anche il tema della capacità amministrativa degli enti locali nella gestione degli interventi: pur in presenza di risorse economiche dedicate al contrasto del dissesto idrogeologico, permangono criticità legate alla gestione operativa dei cantieri e al coordinamento delle attività. Il contributo delle competenze tecniche, in particolare di ingegneri e geologi, si conferma quindi determinante per assicurare interventi efficaci, sostenibili e duraturi.La 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico si propone di contribuire a questo dibattito, favorendo l’individuazione di modelli di governance più efficaci e rafforzando il dialogo tra istituzioni e professionisti per la salvaguardia del patrimonio ambientale e urbano del PaeseL’evento si svolgerà in presenza - presso Acquario Romano - Piazza Manfredo Fanti, 47 - e sarà inoltre trasmesso in streaming on line. Scarica il programma dell'eventoGli Ingegneri interessati sono invitati a procedere con l’iscrizione attraverso i seguenti link:Per la partecipazione in presenza clicca quiPer la partecipazione a distanza clicca quiAgli Ingegneri e ai Geologi regolarmente iscritti al proprio Albo professionale che parteciperanno all’intera durata della sessione mattutina verranno assegnati 2 CFP. Agli Ingegneri e ai Geologi che parteciperanno all’intera durata della sessione pomeridiana verranno assegnati 3 CFP.Scarica il comunicato stampa dell’evento, completo della locandina, e la Nota di approfondimento a cura del Centro Studi del CNI e del Centro Studi del CNG.

  • Fondazione Inarcassa, sindacati e associazioni di categoria denunciano l'indebolimento del ruolo dei professionisti iscritti agli albi a causa di nuovi provvedimenti come il Conto Termico 3.0 e l'istituzione degli esperti assicurativi catastrofali.Una forte presa di posizione relativa a provvedimenti normativi che stanno progressivamente erodendo il ruolo e le competenze degli iscritti agli albi professionali:Conto Termico 3.0: Le nuove regole condizionano l'accesso agli incentivi alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti con certificazioni "volontarie". Questo, di fatto, esclude architetti e ingegneri regolarmente iscritti ai propri albi, le cui competenze sono già riconosciute dalla normativa primaria; ciò "svuota di valore il titolo di studio e l'abilitazione professionale" a vantaggio di certificazioni di terze parti. Esperti Assicurativi Catastrofali: La recente istituzione di questo nuovo ruolo presso CONSAP (introdotta con la Legge n. 59/2026) affida in via esclusiva a questi esperti l'accertamento e la stima dei danni agli immobili. Viene così creata un'abilitazione autonoma, esterna al sistema degli ordini professionali, che si sovrappone a compiti tipici dei professionisti tecnici, i quali sarebbero addirittura costretti a iscriversi a questo nuovo elenco per poter svolgere attività peritali.Entrambi i provvedimenti, seppur diversi, rivelano una tendenza a creare "riserve di attività" parallele a quelle già regolamentate.Ciò non solo altera la concorrenza sul mercato, ma indebolisce le tutele fondamentali per i committenti derivanti dalla formazione continua, dall'obbligo di assicurazione professionale e dal rispetto dei codici deontologici.In gioco non c'è solo il futuro delle professioni, ma la tenuta di un sistema che garantisce la collettività in settori cruciali come la transizione energetica, la sicurezza del patrimonio edilizio e la gestione delle emergenze.Per queste ragioni, Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con le forze politiche per correggere queste storture e riaffermare la centralità delle professioni tecniche regolamentate, nell'interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni.Vai al comunicato stampa

  • Con il ‘Piano Casa’ presentato dal governo, sono state recepite le istanze rappresentate dalla Fondazione Inarcassa e dall’ecosistema costituito dai professionisti: affrontare l’emergenza abitativa con strumenti certi, intervenire con la rigenerazione urbana, lavorare sul contenimento del consumo di suolo e promuovere l’apertura a modelli di partneriato pubblico-privato.“La bozza di decreto del ‘Piano Casa’ accoglie una visione che sosteniamo da tempo – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, punto di riferimento degli oltre 175.000 ingegneri e architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa.Le nuove politiche abitative devono puntare sul recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio edilizio esistente, spesso sottoutilizzato o degradato – spiega De Maio. L’introduzione di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che abbinano edilizia convenzionata e libero mercato, è la scelta giusta per garantire sostenibilità economica degli investimenti e per attrarre capitali privati, ormai imprescindibili”.Il ‘Piano Casa’ consente di porre al centro del dibattito e dell’azione concreta un’opportunità unica: il tema della sicurezza e della qualità del costruito diventano decisivi, tanto da poter rafforzare l’efficacia degli interventi previsti nella fase attuativa.Come ricordato dal Presidente della Fondazione Inarcassa, De Maio, “un tetto, da solo, non basta: serve una casa sicura. Per questo chiediamo al governo di valutare l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, a partire dal patrimonio edilizio pubblico: il Fascicolo rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per programmare ed eseguire interventi efficaci e mirati, ottimizzando le risorse pubbliche. Così come – continua De Maio - è essenziale prevedere l’obbligo di verifica sismica per gli immobili da destinare a finalità sociali, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e la durata del valore, nel tempo, degli investimenti condotti”.Con questo decreto, una volta divenuto legge, si apre una fase nuova per le politiche abitative del Paese: il ruolo della progettazione e delle competenze tecniche saranno ancora più determinanti perché devono tradurre gli obiettivi del Piano Casa in interventi duraturi, efficaci e integrati nello spazio urbano che muta nel tempo. Saper far fronte all’evoluzione delle esigenze di uno spazio urbano di grandi dimensioni o di una cittadina, costituisce un valore aggiunto per tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. In tal senso, diventa centrale rendere più attrattivo il partneriato pubblico-privato, con incentivi e premialità fiscali legati alla qualità progettuale e al raggiungimento di elevati standard di sicurezza e sostenibilità.“Costruire le case di domani, più sicure, sostenibili e a misura di chi le abiterà, è una sfida che risponde a bisogni che vanno al di là della città del futuro perché mette in rete competenze e risposte fondamentali dei professionisti e per chi lavora ed abita lo spazio urbano. “Fondazione Inarcassa continuerà a mettere a disposizione conoscenze, strumenti e professionalità, collaborando con le istituzioni per l’ambizioso obiettivo comune: non rispondere solo all’emergenza ma mettere a sistema tutte le soluzioni utili a migliorare il nostro modo di vivere e di abitare”.Vai al comunicato stampa

  • Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano.L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace.Ad aprire i lavori sono stati Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, e Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. «L’aver consolidato una giornata annuale non è un esercizio celebrativo ma il riconoscimento che esiste un tema sul quale non ci si può permettere un’attenzione intermittente», ha osservato Perrini, indicando nella continuità dell’azione amministrativa uno dei nodi principali da affrontare. Per Troncarelli, invece, «l’imprevedibilità non può più essere considerata un alibi», in un quadro che richiede pianificazione, monitoraggio e una più forte integrazione della cultura scientifica nelle scelte pubbliche.Nel corso della mattinata Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha richiamato la complessità della rete infrastrutturale italiana, composta da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Il ministro ha poi affrontato il tema delle competenze tecniche nei processi decisionali. «Tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», individuando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. Salvini ha inoltre indicato nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici uno strumento operativo destinato a definire le priorità infrastrutturali del Paese.Sul tema della prevenzione si è soffermato anche Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha definito i professionisti tecnici «la prima barriera contro i rischi». Per De Maio il dissesto idrogeologico rappresenta ormai una criticità strutturale aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici e richiede un rafforzamento della governance e della pianificazione degli interventi. «Oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze». Un divario che, secondo il presidente di Fondazione Inarcassa, continua a frenare la costruzione di una strategia realmente efficace. De Maio ha inoltre sottolineato il ruolo delle professioni tecniche non solo nella progettazione degli interventi di messa in sicurezza, ma anche nella costruzione di percorsi di consapevolezza condivisa con le comunità locali. Da qui la richiesta di superare la frammentazione decisionale attraverso una cabina di regia unica e un piano nazionale capace di integrare programmazione, utilizzo del suolo e prevenzione.Nel videomessaggio inviato all’evento, Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha confermato l’impegno del Governo sul fronte delle risorse economiche e dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che la programmazione degli interventi per il 2026 supera i 300 milioni di euro e ha annunciato il lavoro del Mase sul “gemello digitale” del suolo italiano, piattaforma destinata a rafforzare monitoraggio, conoscenza e pianificazione del territorio. Nel corso della giornata è stato inoltre richiamato il contributo di Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, che ha proposto un Programma nazionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico 2025-2030 con una dotazione di 400 milioni di euro.Sul versante tecnico, il confronto si è concentrato sull’evoluzione del rischio e sugli strumenti di prevenzione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha aperto una riflessione sulla permanenza degli insediamenti nelle aree più esposte e sulla possibile delocalizzazione degli edifici situati nelle zone a maggiore rischio. Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha ricordato il ruolo dei sistemi di allerta e informazione come IT-alert, mentre Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’ISPRA, ha definito la prevenzione «una grande questione civile», ribadendo il ruolo dell’Istituto nel supporto tecnico ai decisori pubblici. Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG, ha invece posto l’attenzione sulle criticità legate ai differenti livelli di aggiornamento dei PAI sul territorio nazionale.Le tavole rotonde moderate da Gianluca Semprini hanno approfondito i principali nodi scientifici e organizzativi emersi nel corso della giornata. La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila. Bozzano ha parlato del ricambio generazionale nelle professioni geologiche, mentre Piervitali si è soffermata sull’impatto dei cambiamenti climatici e sull’importanza del monitoraggio climatico su scala nazionale e locale. La seconda tavola rotonda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia. Dal confronto emerge il quadro di enti locali ancora privi di adeguate strutture tecniche e amministrative.I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza di Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nel pomeriggio sono intervenuti anche Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale alla gestione del rischio e alla tutela del territorio.Nella parte conclusiva dell’evento il confronto si è spostato sul terreno della governance e delle riforme con la partecipazione di Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato con delega al Cipess, e dei parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi. Morelli ha indicato la necessità di superare la logica emergenziale e affidare alle competenze tecniche le scelte operative. «Impostiamo il nostro ragionamento senza presupposti ideologici, saranno i tecnici a decidere sugli aspetti specifici».Bicchielli ha ricordato che «oggi parliamo di 680mila frane attive nel Paese», chiedendo una semplificazione delle procedure amministrative e una maggiore capacità di spesa da parte degli enti locali. Rotelli ha definito il contrasto al dissesto «una grande occasione per modernizzare anche le infrastrutture del nostro Paese», mentre Sironi ha parlato della necessità di una risposta condivisa sul piano istituzionale: «La tutela della vita non ha colore politico».Nel corso della giornata è stato presentato anche il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento strategico curato da ANSFISA e dedicato al rapporto tra sicurezza infrastrutturale e fragilità del territorio. Il volume raccoglie dati, analisi e indicazioni operative per l’aggiornamento delle norme di sicurezza relative a ponti, viadotti e gallerie, individuando nella prevenzione strutturale il principale terreno su cui intervenire. Il quadro delineato dal documento restituisce l’immagine di un Paese particolarmente esposto. L’Italia possiede infatti circa il doppio di ponti, viadotti e gallerie rispetto alla media europea e concentra due frane su tre tra quelle censite nell’intero continente. Una condizione che rende ancora più urgente il rafforzamento delle attività di monitoraggio, mappatura e manutenzione delle infrastrutture strategiche.Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha rilanciato il tema della collaborazione stabile tra istituzioni e professionisti. La giornata si è chiusa con una linea condivisa da istituzioni, tecnici e professioni: il dissesto idrogeologico richiede una strategia strutturale e continuativa, fondata su prevenzione, pianificazione e valorizzazione delle competenze tecniche.Vai al comunicato stampa            

  • Fondazione Inarcassa amplia le iniziative dedicate agli iscritti con l’attivazione della nuova Rassegna informativa Fondazione Inarcassa – Il Sole 24 Ore, il servizio gratuito di aggiornamento quotidiano riservato ad architetti e ingegneri liberi professionisti.L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore e permette agli iscritti di accedere a una selezione di contenuti di interesse per la professione, con notizie e approfondimenti sui principali temi tecnici, normativi ed economici del settore.La rassegna raccoglie articoli e analisi tratti dal Quotidiano Il Sole 24 Ore, dalla rivista Consulente Immobiliare e da Norme e Tributi Plus Edilizia, con focus su normativa edilizia e urbanistica, appalti, sicurezza, giurisprudenza e mercato immobiliare. L’ambiente digitale dedicato agli iscritti comprende inoltre approfondimenti tematici e analisi sui temi di attualità utili all’attività professionale.La consultazione avviene attraverso homepage dedicate, archivi cronologici e una funzione di ricerca semantica che consente di individuare rapidamente le informazioni e filtrare i risultati per data e fonte.L’accesso è immediato e non richiede ulteriori registrazioni al sito de Il Sole 24 Ore: dopo il login nell’area riservata del sito della Fondazione Inarcassa, è sufficiente accedere alla sezione “Flash News” e selezionare la voce “Accedi alla Rassegna informativa Sole 24 Ore – Fondazione Inarcassa”, come nell'immagine sottostante.  Il servizio è consultabile da un unico dispositivo per ciascun utente.Con questa iniziativa, Fondazione Inarcassa conferma il proprio impegno nel mettere a disposizione degli iscritti strumenti qualificati a supporto dell’aggiornamento professionale continuo. 

  • La Fondazione Inarcassa annuncia l’attivazione del nuovo servizio “Sportello Aggregazione in STP e Fiscalità”, rivolto a ingegneri e architetti liberi professionisti, con l’obiettivo di supportare i percorsi di aggregazione e fornire assistenza qualificata sugli aspetti legali e fiscali connessi alle Società tra Professionisti (STP).L’iniziativa nasce a seguito di un’attività di analisi condotta dalla Fondazione sul modello aggregativo, dalla quale emerge un quadro articolato: a fronte di vantaggi rilevanti, permangono infatti criticità operative e informative che ne limitano la diffusione. È in risposta a questo divario che il servizio è stato progettato, con la finalità di rendere più accessibili e gestibili i percorsi di aggregazione.In questa prospettiva si inseriscono gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma. Lo Sportello legale e fiscale consente agli iscritti di sottoporre quesiti specifici e ottenere indicazioni qualificate in materia di costituzione e gestione delle STP, mentre una sezione dedicata raccoglie contenuti informativi e operativi, tra cui guida introduttiva, documentazione tecnica, modelli di atto costitutivo e statuto, esempi di clausole e assetti organizzativi, oltre a FAQ, studi di settore, collegamenti a eventi e webinar dedicati. L’obiettivo è quello di ridurre le incertezze applicative che condizionano le scelte organizzative dei professionisti. Proprio la natura di queste scelte rende rilevante il modello delle Società tra Professionisti anche sotto il profilo previdenziale. Le STP consentono infatti l’accesso alla previdenza Inarcassa sia nelle forme di società di persone sia di capitali; per queste ultime, in particolare, rappresentano l’unica configurazione che permette ai soci di beneficiare del relativo regime previdenziale. Un elemento che contribuisce a qualificare ulteriormente il modello aggregativo.A tale profilo si affianca una dimensione economica altrettanto significativa. Un recente studio della Fondazione Inarcassa, relativo ai professionisti iscritti e soci di STP che nel 2023 hanno presentato dichiarazioni di redditi e fatturati, evidenzia che ingegneri e architetti che operano in forma aggregata registrano redditi medi più che doppi rispetto ai professionisti individuali. Il dato si rafforza nella fascia under 35, con moltiplicatori di reddito fino a 3,91 per gli ingegneri e fino a 2,64 per gli architetti.Nonostante tali evidenze, il ricorso alle STP resta ancora limitato, coinvolgendo lo 0,7% degli iscritti a Inarcassa. È proprio in questo scarto tra benefici rilevati e diffusione effettiva che si colloca la funzione del nuovo servizio, concepito per accompagnare i professionisti e favorire una più ampia adozione del modello aggregativo.In questo quadro, l’attivazione dello Sportello si inserisce nella più ampia attività della Fondazione Inarcassa a supporto dell’evoluzione della libera professione e della diffusione di modelli organizzativi più strutturati e competitivi.Il servizio, gratuito e disponibile per gli iscritti, è accessibile previo login nella sezione “Aggregazione in STP e Fiscalità” del portale della Fondazione Inarcassa.Scopri il servizio “Aggregazione in STP e Fiscalità” e accedi agli strumenti dedicati alle Società tra Professionisti