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  • “L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del ddl sull’equo compenso per gli avvocati rappresenta una presa di coscienza che il Governo non poteva più ignorare. Adesso non resta che estenderlo anche alle altre professioni, prima fra tutte quella di ingegneri e architetti, perché i principi di tutela posti alla base sono esattamente gli stessi. Lo chiediamo da oltre un anno.” Con queste parole, Egidio Comodo, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta la norma voluta dal Guardasigilli, Andrea Orlando. “Si tratta - spiega Comodo - di un passo importante che speriamo a brevissimo possa coinvolgere anche le prestazioni di ingegneri e architetti e, in generale, tutti i liberi professionisti che nello svolgimento quotidiano della loro attività affrontano gli stessi identici problemi. Come si fa dunque a non ritenere vessatorie per chiunque svolga la libera professione quelle clausole che - ad esempio - riservano al cliente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto, di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito, di ottenere termini di pagamento superiori ai sessanta giorni dalla fatturazione o addirittura di rifiutare la stipula per iscritto del contratto? Si tratta quindi di un testo fondamentale i cui principi vanno subito estesi a tutta la categoria dei liberi professionisti che scontano uno squilibrio nei rapporti contrattuali soprattutto verso i clienti cosiddetti ‘forti’”. Anche per la professione di ingegnere e architetto, infatti, vi è il pericolo che una concorrenza distorta, determinata da un lato dall’abuso dei clienti forti e dall’altro lato dall’elevato numero di professionisti operanti sul territorio italiano, possa tradursi nell’offerta di prestazioni professionali al ribasso, con un evidente pericolo di un peggioramento della loro qualità. “La guerra al ribasso dei prezzi delle prestazioni professionali - conclude Comodo - ostacola soprattutto i giovani che, come ha sottolineato il Ministro Orlando, ‘sono fortemente sottoposti a una vera e propria forma di caporalato intellettuale’. In questo senso un plauso va al lavoro avviato dall'On. Chiara Gribaudo e dal Prof. Tommaso Nannicini che hanno condiviso questo obiettivo.”   Scarica la RASSEGNA CARTACEA RASSEGNA ONLINE Ansa.it: http://www.ansa.it/professioni/notizie/casse_previdenza/2017/08/08/ingegneriarchitettiserve-equo-compenso_202f4b14-456e-405e-ac3f-648c7b89bcf3.html ​ Adnkronos.com: http://www.adnkronos.com/lavoro/professionisti/2017/08/14/ingegneri-architetti-chiedono-equo-compenso-per-tutti-professionisti_NT6KXPo2QnNCj5tnnDFQVK.html?refresh_ce​   ​Lavoripubblici.it: ​ http://www.lavoripubblici.it/news/2017/08/PROFESSIONE/19005/Equo-compenso-per-avvocati-lo-chiedono-anche-ingegneri-e-architetti   Miowelfare.it: http://www.miowelfare.it/news/estendere-lequo-compenso-ingegneri-e-architetti​   ​Ediltecnico.it: https://www.ediltecnico.it/57788/equo-compenso-ok-avvocati-quando-ingegneri-architetti/   Notizie.yahoo.com: https://it.notizie.yahoo.com/equo-compenso-lo-chiedono-anche-ingegneri-e-architetti-143021109.html   Casaeclima.com: http://www.casaeclima.com/ar_32272__equo-compenso-per-avvocati-lo-chiedono-anche-ingegneri-architetti.html    

  • L’intervento del Presidente della Fondazione, arch. Andrea Tomasi a “IL MESTIERE DEL COSTRUIRE”. Roma ‐ MAXXI ‐ 28 novembre 2012. La Fondazione nasce quale atto concreto, positivo, del Comitato Nazionale dei Delegati ‐ l’organo di governo di Inarcassa ‐ per dare, in un momento di enorme difficoltà, una risposta sostanziale, tangibile, al palese malessere, (ma meglio sarebbe definirlo, mi si perdonerà la facile citazione, il grido di dolore) degli architetti e degli ingegneri italiani che vivono esclusivamente di libera professione. In sintesi, quelli iscritti a Inarcassa. Sono oltre 160.000, un numero veramente rilevante, enorme. Già questo numero ci dà la misura di quanto effettiva sia la difficoltà di accesso alla nostra professione: senza addentrarsi nelle statistiche, basti pensare che ci sono più architetti in Italia che negli Stati Uniti; in Italia c’è un architetto ogni 400 abitanti, in Francia uno ogni 2.500, in Inghilterra uno ogni 5.000. Già prima dell’attuale crisi globale, che si è riverberata con particolare negatività sul nostro Paese, la situazione generale del nostro essere liberi professionisti era critica, ma oggi è veramente drammatica. E dico questo con un certo imbarazzo. Alla nostra natura, infatti, non sono propri i pubblici lamenti, le lagnanze, né tantomeno manifestazioni eclatanti: gli architetti e gli ingegneri che vivono di sola libera professione hanno sempre operato, anche nei momenti di difficoltà, silenziosamente, cercando di superare attraverso il proprio lavoro le crisi e i periodi difficili degli ultimi quarant’anni. Oggi, purtroppo la situazione è veramente molto grave: oltre 160.000 architetti e ingegneri che vivono solo di libera professione non ce la fanno più ed è giunto il momento di evidenziarlo pubblicamente. Come tutte le altre realtà economiche, anche noi infatti attendiamo quelle risorse capaci di far ripartire il motore del lavoro e dello sviluppo, consapevoli che proprio il nostro mondo, quello del mestiere di costruire, (ma oggi forse meglio sarebbe parafrasare con il mestiere di ricostruire) è sempre stato fondamentale pilastro della nostra economia oltre che, come ci è stato appena ricordato, della nostra storia. Ma il nostro non è un semplice “battere cassa”, vi sono attività che Governo e Parlamento possono mettere in campo, non tanto ‐o non solo‐ per aiutare noi, ma per cercare di riscoprire e ridare alle Amministrazioni appaltanti quel ruolo di “principe” auspicato nell’augurio finale dal prof. Daverio. Anche qui potremmo dire: modifichiamo i princìpi per riscoprire i principi. In primis, vi è senz’altro necessità di una completa revisione del D.Lgs. 163 del 2006, meglio noto come Codice degli Appalti, per gli aspetti che riguardano l’affidamento degli incarichi professionali (mi si perdonerà, ma io persevero a chiamarli così, anche se, oggi, la definizione corretta dovrebbe essere: appalto di servizi di ingegneria) . Il vulnus del 163 sta proprio in questo: nell’aver fatto, per la normativa di affidamento degli incarichi professionali, un sostanziale “copia/incolla” delle modalità previste per gli appalti dei lavori. Ma chi mai, per scegliere un avvocato che lo difenda in giudizio o un medico che lo guarisca, lo selezionerebbe su basi essenzialmente economiche o, peggio, col criterio del prezzo più basso? Certamente non il principe, ma neppure il tanto abusato “buon padre di famiglia”. Noi tutti conosciamo bene la genesi di questo, che origina da lontano, dal 1992, con la Direttiva Servizi; forse non tutti abbiamo presente che, nel tempo, molti altri Stati membri hanno però calibrato differentemente le modalità di affidamento degli incarichi professionali rispetto all’appalto dei servizi più diversi, come quelli di pulizia, di mensa, e così via. Quindi, come ormai spesso accade, nel nome di un mal compreso diktat europeo assumiamo acriticamente norme e comportamenti che si rivelano poi assolutamente controproducenti rispetto ai risultati che ci prefiggiamo. Un esempio su tutti: ‐ nel 2003, con grande enfasi mediatica, sono state di fatto depotenziate le tariffe professionali, eliminando il vincolo del rispetto dei minimi tabellari; ‐ nel 2012, con altrettanta enfasi, si sono addirittura cancellate le tariffe, non solo, se ne è vietata anche la semplice citazione. Questo per poi, solo qualche mese dopo, reintrodurle, se non altro per determinare il valore del lavoro professionale. Cambia solo il nome sono diventate “parametri”. Tutta questa attività è stata fatta dai vari governi richiamandosi ai valori messianici della libera concorrenza e della necessità di liberalizzazione del mercato professionale richiesteci dall’Europa comunitaria. Peccato, però, che, se andiamo a vedere lo Stato di riferimento per eccellenza delle qualità comunitarie, la Germania, veniamo a sapere che lì non solo le tariffe professionali esistono ancora, ma sono minimi tariffari inderogabili e che, recentemente, esse sono state complessivamente riviste, riadeguandole ai nuovi costi ed ai nuovi servizi che la complessità dell’agire professionale oggi richiede. Ma questo ha una sua precisa e logica motivazione: i governanti tedeschi ‐ma non solo loro hanno ben valutato e compreso che l’attività professionale è una attività intellettuale che si sviluppa per il 90% dal lavoro di persone, non di capitali e non di merci e che, quindi, essa deve essere garantita al pari di quanto universalmente previsto per il lavoro dipendente. Tutto ciò senza tralasciare il fatto che i Tedeschi, pur in condizioni più favorevoli delle nostre, hanno verificato l’assoluta inesistenza di un mercato propriamente detto, posta la innegabile sproporzione esistente tra Domanda ed Offerta. Ma in Italia la situazione è ben più drammatica. Come la storia dimostra (pensiamo solo alla citazione, seppur d’epoca molto lontana, richiamataci dal prof. Daverio ) gli architetti e gli ingegneri non si sono mai dimostrati tetragoni al confronto: si sono tradizionalmente cimentati nella competizione, ma hanno messo in gioco le proprie idee, non i compensi. Liberalizziamo le idee, non i compensi. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle, come tutti gli Italiani, (forse noi un po’ di più?) i diversi decreti che si sono succeduti; e fra questi anche quello della revisione della spesa pubblica, la nota spending review. In tutta onestà, come architetti e ingegneri che vivono di sola libera professione, coltivavamo la speranza che, nella riorganizzazione della spesa pubblica, venisse finalmente e definitivamente eliminata una voce rilevante e assolutamente ingiustificata. Mi riferisco all’incentivo che viene corrisposto agli uffici tecnici pubblici per le attività professionali interne. In primo luogo è oggettivamente difficile comprendere perché, per svolgere solo e unicamente il proprio lavoro, proprio quello e solo quello per cui si è stati assunti, e nel normale orario quotidiano, si possa percepire un incentivo. Un incentivo non irrilevante: il 2% del valore dei lavori da eseguirsi. Questo incentivo del 2%, ultima tariffa garantita rimasta nel mondo professionale, vale ogni anno più di 500 milioni di Euro. Non desti stupore come, in un momento di riordino della spesa pubblica noi, forse ingenuamente, sperassimo potesse costituire una consistente voce di risparmio. Ma così non è stato. Sul tema della P.A., più in generale, noi speriamo che, nell’auspicata prosecuzione del riordino, ci si convinca della necessità che il pubblico svolga i compiti ad esso esclusivamente demandati, evitando, quindi, di fare ciò che fa ‐molte volte meglio‐ il privato. In particolare è incomprensibile che le pubbliche amministrazioni si dotino di uffici tecnici per progettare e dirigere opere, perché ciò inevitabilmente comporta la creazione di strutture rigide e sempre costosissime, e questo a prescindere dalla mole del lavoro realmente svolto. Noi riteniamo che il pubblico debba essere ben strutturato, veloce ed efficiente nell’attività di programmazione delle opere, attività che oggi costituisce il vero tallone d’Achille dei Lavori Pubblici, così come nell’azione di controllo, lasciando tutto il resto all’ambito privato. Infine, ultimo tema, ma non certo per importanza, è quello dell’enorme confusione di ruoli che contraddistingue il nostro mondo, il nostro modo di essere professionisti. Dopo tanti, tanti anni di dibattito sulle professioni ordinistiche e sulle loro regole, la nuova recente legislazione è stata, almeno per noi, fortemente deludente: la portata delle novità introdotte, onestamente, non richiedeva cotanta gestazione. Noi ci aspettavamo un atto di chiarezza: la netta e palese distinzione tra coloro che svolgono la professione di architetto e di ingegnere in prima persona, assumendosene tutte le responsabilità ed i rischi che ne conseguono, e coloro che, numero non irrilevante, rimangono iscritti agli Ordini con le motivazioni più diverse: per ragioni culturali, o affettive, per giusto orgoglio, per non precludersi una qualche opportunità, perché la quota non ha costi proibitivi… tutti soggetti, insomma che nella vita fanno altro. Vi sono molti modi di essere ingegnere o architetto, tutti di pari dignità, ma per una serie di ragioni, non ultimo anche di ordine fiscale e previdenziale, è opportuno vi sia una distinzione tra i diversi modi di fare l’architetto o l’ingegnere. All’interno di questa confusione di ruoli, infine ve ne è una ulteriore, ben più grave e inaccettabile: quella che vede pubblici dipendenti esercitare atti di libera professione. Qualche mese fa è stata sollevato un caso mediatico circa il lavoro libero professionale svolto da pubblici dipendenti in assenza della debita preventiva autorizzazione. Ma il problema non è la mancata autorizzazione al dipendente pubblico per svolgere un secondo ‐ o un terzo‐ lavoro, il vero tema è che è assolutamente inammissibile che il pubblico dipendente, che già gode di tutte le garanzie giustamente destinate al lavoro subordinato, possa svolgere altri lavori oltre a quello per il quale è stato assunto. E questo è inaccettabile, al di là di qualsiasi altra considerazione, perché, com’è ben noto, il secondo lavoro viene spesso svolto in pesanti situazioni di conflitto d’interesse malamente mascherate. Questo presupposto di incompatibilità trova applicazione anche per tutti i soggetti in parttime: è incomprensibile che venga concesso il part‐time al pubblico dipendente, architetto o ingegnere, per poi consentirgli poi di fare il libero professionista, ponendolo quindi nella condizione di essere al mattino controllore ed al pomeriggio al lavoro nel proprio studio. Tanti uffici pubblici pullulano di “turnisti” che fanno atti di libera professione in posizione di assoluto privilegio. Questo è veramente insopportabile, questo è veramente scandaloso. Al pubblico dipendente deve essere, come peraltro le norme generali prevedono, assolutamente vietata qualsiasi attività all’esterno dell’Ente di appartenenza; il part‐time, quando concesso, deve prevedere il divieto assoluto all’esercizio professionale. Su tutto questo, ma evidentemente non solo, la Fondazione si impegnerà a fondo. Per fare ciò, però, abbiamo bisogno del sostegno dei colleghi, che invitiamo ad iscriversi numerosi, come invitiamo ad aderire tutti coloro, Enti e Società, che hanno a cuore il nostro mondo. Grazie.  

  • La Fondazione Inarcassa, con il patrocinio della Fondazione città della scienza, l’organizzazione dell’Associazione Ingegneri@Napoli e il supporto dell’Associazione Ingegneri Napoli Nord, promuove per il 2018 la seconda edizione del concorso  Nazionale dedicato a Marco Senese, esempio illuminato di libero professionista di cui è vivo il ricordo del grande impegno profuso per il progresso della figura del professionista Ingegnere e del ruolo culturale e sociale della stessa. Il premio, conferito in sua memoria, sarà assegnato pubblicamente nel corso del Memorial Day “Per gli Ingegneri … per l’Ingegneria” (seconda edizione) previsto per il 27 Novembre 2018 presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi Napoli Federico II. L’iniziativa è finalizzata a far emergere esperienze lavorative particolarmente significative, per contenuti tecnologici e/o aspetti professionali, capaci di incidere positivamente sullo sviluppo dei settori in cui l’Ing. Marco Senese è stato maggiormente impegnato, ovvero la sicurezza sui luoghi di lavoro e la prevenzione incendi, la formazione dell’ingegnere, il progetto d’ingegneria e l’innovazione per lo sviluppo dell’ingegneria. Sono previsti due premi, ognuno da 4.000,00 euro, da assegnare a ingegneri liberi professionisti, in forma singola o associata, che si saranno particolarmente distinti in uno o più dei ambiti tematici succitati; detto premio, finanziato dalla Fondazione Inarcassa, potrà essere attribuito ai soli Candidati regolarmente associati, iscritti formalmente ad Inarcassa e registrati alla Fondazione stessa.   Ai vincitori sarà comunicata la notizia del conferimento del premio mezzo PEC entro il 19 Novembre 2018.   La data di ultimazione per la presentazione della domanda è stata posticipata al 12 Novembre   Clicca qui per le info e le modalità di partecipazione al concorso 

  • La Fondazione Inarcassa, con il patrocinio della Fondazione città della scienza, l’organizzazione dell’Associazione Ingegneri@Napoli e il supporto dell’Associazione Ingegneri Napoli Nord, promuove per il 2018 la seconda edizione del concorso  Nazionale dedicato a Marco Senese, esempio illuminato di libero professionista di cui è vivo il ricordo del grande impegno profuso per il progresso della figura del professionista Ingegnere e del ruolo culturale e sociale della stessa. Il premio, conferito in sua memoria, sarà assegnato pubblicamente nel corso del Memorial Day “Per gli Ingegneri … per l’Ingegneria” (seconda edizione) previsto per il 27 Novembre 2018 presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi Napoli Federico II. L’iniziativa è finalizzata a far emergere esperienze lavorative particolarmente significative, per contenuti tecnologici e/o aspetti professionali, capaci di incidere positivamente sullo sviluppo dei settori in cui l’Ing. Marco Senese è stato maggiormente impegnato, ovvero la sicurezza sui luoghi di lavoro e la prevenzione incendi, la formazione dell’ingegnere, il progetto d’ingegneria e l’innovazione per lo sviluppo dell’ingegneria. Sono previsti due premi, ognuno da 4.000,00 euro, da assegnare a ingegneri liberi professionisti, in forma singola o associata, che si saranno particolarmente distinti in uno o più dei ambiti tematici succitati; detto premio, finanziato dalla Fondazione Inarcassa, potrà essere attribuito ai soli Candidati regolarmente associati, iscritti formalmente ad Inarcassa e registrati alla Fondazione stessa.   Ai vincitori sarà comunicata la notizia del conferimento del premio mezzo PEC entro il 19 Novembre 2018.   La data di ultimazione per la presentazione della domanda è il 05 Novembre   Clicca qui per le info e le modalità di partecipazione al concorso 

  • Memorial Day in ricordo di Marco Senese Save the date!   SCARICA LA LOCANDINA

  • "Fondazione Inarcassa è una organizzazione no-profit nata nel 2011 per iniziativa di Inarcassa, Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri e gli Architetti Liberi Professionisti, la seconda cassa previdenziale privata italiana che gestisce un patrimonio di oltre 10 Miliardi di €uro. Rappresentiamo 170.000 tra Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti iscritti ad Inarcassa, siamo un interlocutore autorevole in tutte le sedi istituzionali, siamo il collegamento tra i diversi soggetti che a vario titolo e con diverse finalità interagiscono col mondo della professione dell’Architetto e dell’Ingegnere. Un mestiere il nostro che ha permesso nel tempo la costruzione dei simboli dell’umanità, dalle piramidi ai più moderni grattacieli. Ogni intervento sul territorio, ogni opera costruita, anche il più piccolo intervento privato, sopravvivrà sul territorio per generazioni e generazioni, lasciando il segno dei nostri tempi e della nostra cultura a chi verrà dopo di noi. Proprio come i nostri antenati hanno saputo dimostrarci lasciando le tracce della loro storia nelle costruzioni che sono giunte a noi. La nostra architettura contemporanea deve essere perciò pensata per parlare all’avvenire, al prossimo, deve essere cioè un testimone del nostro tempo, che diventerà per le generazioni future un momento di riflessione e di memoria. Questo è il nostro compito, la nostra responsabilità nei confronti delle generazioni future, sostenere e diffondere la cultura degli interventi di qualità sul territorio, passando necessariamente dal coinvolgimento e dalla sensibilizzazione di tutta la filiera produttiva, progettisti e committenti, pubblici e privati..."  Leggi interamente l'INTERVENTO dei Consiglieri Fondazione Inarcassa, Arch. Antonio Guglielmini e Ing. Gaetano Vinci, all'inaugurazione della Mostra itinerante del Premio Dedalo Minosse presso presso il Batimat - Le Salon International de la Construction di Parigi.

  • La Fondazione Inarcassa, con il contributo dell’Associazione Ingegneri@Napoli, supportata dall’Associazione Ingegneri Napoli Nord e dalla Fondazione Città della Scienza, ha bandito il "Memorial Day in ricordo dell’ Ing. Marco Senese, già consigliere della Fondazione e Delegato Inarcassa". Un premio finalizzato a far emergere esperienze professionali significative capaci di incidere positivamente sullo sviluppo dei settori in cui l’Ing. Marco Senese è stato maggiormente impegnato, ovvero in quelli della sicurezza sui luoghi di lavoro e della prevenzione incendi, della formazione dell’ingegnere, del progetto d’ingegneria, dell’innovazione per lo sviluppo dell’ingegneria. L’evento comprenderà le fasi finali di un'altra meritoria iniziativa promossa dall’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli che ha indetto un concorso per il conferimento di n. 4 borse di studio da assegnare a giovani laureati autori di tesi di laurea significativamente originali e interessanti e aventi ad oggetto idee e progetti innovativi per lo sviluppo tecnologico e per il miglioramento della qualità della vita. La premiazione avverrà il prossimo 29 novembre 2017 presso l’Aula Magna del Collegio di Ingegneria dell’Ateneo Federico II di Napoli – Piazzale Vincenzo Tecchio 89_Napoli. La data di ultimazione per la presentazione delle candidature è il 20 Novembre.   DOCUMENTI UTILI PER CANDIDARSI AL PREMIO Scarica il DISCIPLINARE  Scarica la DOMANDA DI PARTECIPAZIONE Scarica il BANDO Scarica la LOCANDINA del Memorial Day.  

  •   Dopo la cerimonia di premiazione del 23 giugno scorso al Teatro Olimpico di Vicenza, il Premio Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura è partito per il suo viaggio all’estero toccando, come prima tappa, la XVI Bienal International de Arquitectura de Buenos Aires.  La Bienal International de Arquitectura de Buenos Aires è uno degli eventi più importanti dell’Argentina e del mondo per la cultura architettonica, che si svolge negli splendidi spazi dell’Usina del Arte, una storica centrale elettrica di recente recuperata come centro espositivo e per congressi. Li è possibile ammirare fino al 20 ottobre tutti i progetti dei vincitori del Premio, che erano già stati precedentemente presentati negli spazi di Palazzo Chiericati a Vicenza. Il 13 ottobre, sempre alla Bienal de Arquitectura, Marcella Gabbiani ha presentato il Dedalo Minosse di fronte ad una platea formata da più di 400 persone, tra architetti di fama internazionale e appassionati. L’hanno accompagnata i due vincitori, Philippe Prost, progettista dell’opera “ The ring of remembrance”, un memoriale internazionale sulla collina di Notre-Dame-de-Lorette, che celebra il centenario della Prima Guerra Mondiale, committente la Regione Hauts de France, e Luis Arturo Garcia, architetto under 40, che con la messicana “Casa Meztitla” commissionata da Lilia Bazàn, ha creato un sapiente connubio tra architettura e paesaggio. Durante la conferenza, la Bienal International de Arquitectura ha insignito il Premio Dedalo Minosse di un importante riconoscimento per la promozione dell’architettura, con una cerimonia a sorpresa che ha visto la consegna dell’ attestato direttamente alla direttrice del Premio.  Alla cerimonia ha partecipato anche il Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo. Ecco il suo saluto.    

  •   Il programma di internazionalizzazione della professione della Fondazione Inarcassa passa anche attraverso la cultura e, in particolare, con il sostegno al "Premio Dedalo Minosse", premio alla committenza di qualsiasi Paese, che abbia commissionato a un architetto o ingegnere italiano un'opera di qualità, realizzata in qualsiasi Paese. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ALA - Assoarchitetti, prevede l’allestimento del premio in alcune mostre itineranti all’estero che saranno anche occasione di confronto con altri professionisti e aziende del settore. La prossima tappa a cui prenderà parte la Fondazione sarà a Parigi, dal 6 al 10 novembre, dove interverranno i Consiglieri arch. Guglielmini e ing. Vinci. La mostra di Parigi sarà ospitata nel Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte, in occasione di LE MONDIAL DU BATIMENT INTERCLIMA+ELECHB, IDÉOBAIN e BATIMAT, un appuntamento di filiera per affrontare le sfide attuali e future della professione. Inoltre, per gli iscritti che aderiranno all’iniziativa, sarà riservato: ingresso prioritario, accesso al Club International e incontro B2B con le aziende espositrici e delegazioni.   Le Mondial du Batiment ha siglato una partnership con l'Institut de la Francophonie pour le developpement durable (IFDD), ente sussidiario dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF) che si occupa degli aspetti economici dell'OIF e particolarmente dei temi legati allo sviluppo sostenibile. Nell'ambito di tale collaborazione sono stati pianificati 2 grandi eventi: 1 LE CONFERENZE Un ampio ciclo di conferenze verterà su quattro grandi tematiche (alloggi sociali, urbanizzazione, città verdi, efficienza energetica). Le conferenze si svolgeranno martedì 7 novembre nel pomeriggio nell'ambito del Forum "Regard sur l'Architecture". Rappresentanti dei ministeri, delle grandi federazioni e di enti istituzionali prenderanno la parola per presentare le grandi sfide dei loro paesi su diverse tematiche. Un padiglione di 100 mq nel cuore della Hall 6 sarà animato dall'IFDD e accoglierà le delegazioni e secondo un programma di conferenze/presentazioni tenute dai rappresentanti dei paesi dell'Africa Sub-sahariana (Benin, Burkina Faso, Camerun, Costa D'Avorio, Congo, Senegal) e dell'Africa del Nord (Marocco, Tunisia). Scarica: - il Programma delle conferenze di tutta la settimana - il Focus "Francofonia"   2 L'ACCOGLIENZA DELLE DELEGAZIONI Le delegazioni si iscrivono sino al giorno dell'apertura e incontreranno gli architetti one to one sulla base delle referenze e competenze riportate nella scheda da inviarsi al momento dell'iscrizione. Il continente africano registra una crescita galoppante. Tra 20/30 anni ci saranno più di 2 miliardi di abitanti. Le sfide per le città sono notevoli e fanno parte dei piani di sviluppo nazionale di un grande numero di paesi africani: da un mega polo urbano di oltre 500 ettari con la costruzione di decine di migliaia di alloggi in SENEGAL, ad un'isola artificiale di 10 km² per 250.000 abitanti e 150.000 lavoratori in NIGERIA, fino a 17.000 alloggi in CAMERUN, per citare solo alcune grandi occasioni.   ISCRIZIONI E PRENOTAZIONI VIAGGIO ALA - Assoarchitetti: parigi2017@assoarchitetti.it  

  • La prima tappa estera della mostra itinerante decima edizione del Premio Dedalo Minosse è ospite a Buenos Aires alla 16° Bienal Internacional de Arquitectura, in collaborazione con Ala-Assoarchitetti. A questo LINK il saluto del Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo, inviato alla conferenza di presentazione del premio.