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  • L'approvazione da parte del Senato del Disegno di legge delega sulla riforma degli ordinamenti professionali segna un passaggio di rilievo nel percorso di modernizzazione delle professioni regolamentate. Il provvedimento, che passa ora all'esame della Camera dei Deputati, apre una fase decisiva: quella dell'attuazione della delega, dalla quale dipenderà la concreta definizione delle misure destinate a incidere sull'esercizio della libera professione.Per architetti e ingegneri il disegno di legge rappresenta un intervento di particolare interesse. La riforma punta infatti ad aggiornare un impianto normativo che, negli ultimi anni, si è confrontato con profonde trasformazioni del mercato, dell'innovazione tecnologica e dell'organizzazione delle professioni. L'efficacia del provvedimento dipenderà ora dalla capacità dei decreti attuativi di tradurre i principi della delega in strumenti realmente in grado di rafforzare competitività, qualità delle prestazioni e attrattività della libera professione.Su questi temi Fondazione Inarcassa ha partecipato attivamente al confronto istituzionale che ha accompagnato l'iter del provvedimento, mettendo a disposizione analisi, studi e proposte sui principali aspetti che interessano architetti e ingegneri liberi professionisti. Il passaggio parlamentare concluso al Senato rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma l'avvio di una nuova fase nella quale il contributo del mondo professionale continuerà a essere determinante.Nel comunicato stampa dedicato, il Presidente di Fondazione Inarcassa, Felice De Luca, commenta l'approvazione del provvedimento, illustra la posizione della Fondazione e indica le priorità che, secondo la Fondazione, dovranno orientare la predisposizione dei decreti attuativi per rendere la riforma uno strumento concreto di crescita e sviluppo delle professioni tecniche.Leggi il comunicato stampa con le dichiarazioni del Presidente Felice De Luca e la posizione di Fondazione Inarcassa sul DDL Professioni e sulla prossima fase della riforma.

  • In un contesto nel quale sostenibilità, durabilità e gestione del ciclo di vita delle opere assumono un'importanza crescente, la qualità della progettazione continua a rappresentare il principale fattore in grado di orientare il valore e le prestazioni di un intervento nel tempo.Anche nel settore della protezione delle strutture in acciaio emerge con evidenza il ruolo centrale del progetto. Per questa ragione Fondazione Inarcassa promuove la conoscenza del Primo Premio Italiano della Zincatura a Caldo, iniziativa promossa da AIZ - Associazione Italiana Zincatura, che intende valorizzare le migliori applicazioni dell'acciaio zincato a caldo nell'architettura, nell'ingegneria civile e nelle infrastrutture.Il Premio nasce con l'obiettivo di diffondere la cultura della zincatura a caldo quale soluzione tecnologica di eccellenza per la protezione dalla corrosione delle strutture in acciaio e per la valorizzazione qualitativa delle opere edilizie e infrastrutturali. L'iniziativa riconosce il ruolo di architetti e ingegneri nello sviluppo di soluzioni progettuali innovative, sostenibili e durevoli, capaci di integrare le elevate prestazioni tecniche della zincatura a caldo con la qualità architettonica e costruttiva delle opere.La riflessione proposta dal Premio risulta particolarmente attuale. La durabilità delle strutture, la riduzione degli interventi manutentivi, l'efficienza economica lungo l'intero ciclo di vita dell'opera e gli obiettivi di sostenibilità ambientale rappresentano oggi elementi sempre più rilevanti per il progettista. In tale prospettiva, l'acciaio zincato a caldo costituisce una soluzione capace di coniugare affidabilità tecnica, qualità costruttiva, sostenibilità e libertà espressiva.Possono essere candidati progetti realizzati sul territorio nazionale, già ultimati o in fase avanzata di completamento.L'iniziativa si articola in due categorie:Progettare in Acciaio Zincato a Caldo, dedicata ai progetti che si distinguono per l'utilizzo significativo, innovativo ed esteticamente qualificante dell'acciaio zincato a caldo nell'ambito dell'architettura e dell'ingegneria;Acciaio Zincato a Caldo Sostenibile, riservata ai progetti che evidenziano il contributo dell'acciaio zincato a caldo alla sostenibilità ambientale, alla durabilità delle opere e all'economia circolare.Per ciascuna categoria è previsto un premio di 10.000 euro, quale riconoscimento del merito professionale e della qualità progettuale.Le candidature saranno valutate da una Commissione Scientifica composta da docenti universitari, professionisti ed esperti del settore, presieduta dal Prof. Raffaele Landolfo, Presidente della Commissione UNI Ingegneria Strutturale e Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.La partecipazione è gratuita e le candidature dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2027 attraverso il modulo disponibile sul sito dell'Associazione Italiana Zincatura. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma il 14 ottobre 2027, nell'ambito delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della costituzione di AIZ.Il Premio rappresenta un'opportunità per valorizzare quelle esperienze progettuali che dimostrano come innovazione, durabilità e sostenibilità non siano il risultato di una singola scelta tecnologica, ma l'espressione di una progettazione consapevole, capace di tradurre competenza tecnica e visione professionale in opere di qualità.Scarica il bandoScarica la locandinaIscriviti al premio

  • Con la pubblicazione della Relazione Illustrativa del Bando Tipo ANAC n. 2/2026 si completa il quadro interpretativo delle disposizioni che disciplinano l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. Il documento dell'ANAC fornisce chiarimenti su alcuni dei principali profili applicativi del Bando Tipo e offre alle stazioni appaltanti e agli operatori economici un riferimento per l'applicazione delle nuove regole.Tra i temi affrontati figurano i requisiti di capacità economico-finanziaria, l'equo compenso, la metodologia BIM, i criteri di qualificazione degli operatori economici, l'avvalimento, il subappalto specialistico, la digitalizzazione delle procedure e il ricorso all'intelligenza artificiale nelle gare pubbliche. Si tratta di aspetti destinati a incidere sull'organizzazione delle procedure di affidamento e sull'attività di professionisti e stazioni appaltanti, con riflessi diretti sul mercato dei servizi tecnici.I chiarimenti contenuti nella Relazione Illustrativa favoriscono un'applicazione più uniforme delle disposizioni del Bando Tipo e contribuiscono a ridurre le principali incertezze interpretative emerse nella fase iniziale di applicazione della disciplina. Allo stesso tempo, alcuni profili richiederanno un'attenta verifica sul piano applicativo, anche alla luce dell'evoluzione della prassi amministrativa e degli orientamenti della giurisprudenza.In questo contesto, la Fondazione Inarcassa dedica un approfondimento ai contenuti della Relazione Illustrativa e analizza le ricadute delle nuove indicazioni per architetti, ingegneri, stazioni appaltanti e operatori economici. L'analisi si concentra sia sulle opportunità introdotte dai chiarimenti dell'ANAC, sia sui temi che meritano particolare attenzione nella fase di prima applicazione del Bando Tipo.Nel comunicato stampa, il Presidente Felice De Luca e il Consigliere Arrigo Lagazzo, delegato al contrasto dei bandi irregolari, illustrano la posizione della Fondazione sui principali chiarimenti introdotti dall'ANAC, con particolare riferimento ai nuovi strumenti di accesso al mercato, all'evoluzione dell'equo compenso, ai requisiti di partecipazione e agli effetti delle nuove disposizioni sulla qualità della progettazione e sulla concorrenza nel settore dei servizi di architettura e ingegneria.Leggi il comunicato stampa completo.

  • Fondazione Inarcassa interviene sul bando pubblicato dall’Agenzia del Demanio per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura, attraverso accordi quadro triennali, per un valore complessivo stimato di 262,8 milioni di euro. Nel comunicato stampa del 25 agosto, la Fondazione contesta l’impostazione della procedura, che rischia di limitare l’accesso dei liberi professionisti e delle piccole e medie strutture professionali, e chiede l’apertura di un confronto con l’Agenzia del Demanio.Il nodo principale riguarda la dimensione e la distribuzione dei lotti. La gara è suddivisa in quattro lotti, ma un solo maxi-lotto, del valore di 216 milioni di euro, rappresenta circa l’82% dell’intero bando. Secondo Fondazione Inarcassa, una concentrazione economica di queste dimensioni rischia di favorire le strutture organizzate su scala industriale e di ridurre le possibilità di partecipazione degli studi professionali di minori dimensioni.La Fondazione pone inoltre una questione più generale: l’utilizzo degli accordi quadro per i servizi di natura intellettuale. Si tratta di uno strumento nato per prestazioni standardizzate e ripetitive che, secondo la posizione espressa nel comunicato, presenta criticità quando viene applicato ai servizi di ingegneria e architettura, per i quali sono necessarie soluzioni uniche, su misura e strettamente connesse al territorio.«Il recente bando dell’Agenzia del Demanio conferma le criticità che come Fondazione Inarcassa denunciamo da tempo in sede nazionale ed europea: l'applicazione degli accordi quadro ai servizi di ingegneria e architettura si rivela spesso impropria e penalizzante per i liberi professionisti», dichiara il Presidente della Fondazione Inarcassa, arch. Felice De Luca.Per la Fondazione, il tema riguarda quindi l’effettiva apertura del mercato dei servizi professionali. Procedure formalmente aperte alle PMI e ai liberi professionisti, ma caratterizzate da maxi-lotti di dimensione nazionale, rischiano di limitare una reale e sana concorrenza e di incidere sul patrimonio professionale e tecnico del Paese, costituito in gran parte da piccole e medie strutture.Ulteriori criticità riguardano la definizione delle prestazioni oggetto dell’affidamento. Dall’analisi della documentazione di gara, Fondazione Inarcassa rileva la carenza di informazioni essenziali su luoghi, tempi e oggetti edilizi o urbanistici. L’assenza di questi elementi rende più complessa per gli operatori la formulazione dell’offerta e la valutazione degli impegni richiesti nell’arco dei tre anni.Alla luce di queste criticità, Fondazione Inarcassa chiede l’apertura di un canale di interlocuzione con l’Agenzia del Demanio per modificare il bando e avviare procedure coerenti con gli obiettivi nazionali ed europei. In subordine, ne chiede il ritiro, affinché sia garantito un reale coinvolgimento degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, nel rispetto dell’autonomia professionale, dell’equo compenso e della corretta individuazione delle responsabilità.Leggi il comunicato stampa integrale con l’analisi del bando e la posizione di Fondazione Inarcassa.